Mercati, State Street: la sovraperformance dell’Europa potrebbe essere di breve durata

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A cura di Altaf Kassam, responsabile Investment Strategy and Research per l’area Emea di State Street Global Advisors

Sembra che ci sia una maggior frenesia nei rialzi dei mercati azionari europei, secondo cui la recente sovraperformance del mercato europeo rispetto a quello statunitense potrebbe solo l’inizio di una serie di problemi. Ma non ci sembra il caso di essere così precipitosi.

Anche se, in generale, l’Europa è riuscita a contenere meglio la diffusione del Covid-19 e sembra che le economie del Vecchio continente riapriranno prima e con maggior successo (si vedano gli ultimi dati dell’indice Pmi francese), persistono ancora molte fonti di incertezza. Brexit è una di queste, a cui si aggiungono le tensioni tra la Germania e la Bce sui cosiddetti “Coronabond”, nonostante gli sforzi di Merkel e Lagarde per nascondere le criticità, la nuova alleanza franco-tedesca, i cosiddetti paesi frugali – Svezia, Olanda, Danimarca e Austria – e gli attriti tra Stati Uniti e Unione Europea sulla tassa sui servizi digitali, argomento che probabilmente otterrà maggiore attenzione in vista delle elezioni presidenziali.

Il danno collaterale che l’Europa (e soprattutto la Germania, ovvero l’economia più grande, aperta e orientata all’esportazione del continente) subirà quando gli Stati Uniti e la Cina continueranno a sfidarsi in ambito politico ed economico, è anche un tema che sarà probabilmente amplificato per adattarsi alla politica interna.

La sovraperformance dell’Europa si basa su una ripresa del settore finanziario, che è difficile da prevedere nell’attuale contesto con curve di rendimento basse e piatte e senza una qualche forma di arbitraggio regolamentare, ambito in cui gli Stati Uniti sembrano essere molto più abili. Insomma, godetevi questo rally finché dura.

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