Mercati, un senso di incertezza

A cura di Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors

Il trend ribassista che ha caratterizzato la fine della scorsa settimana non è proseguito, ma ovviamente gli investitori sono diventati più consapevoli circa le significative incertezze a livello globale. Sui mercati azionari la volatilità è tornata ad aumentare e anche l’Economic Policy Uncertainty Index, basato sul numero di notizie inerenti a fonti di incertezza e rischi sui principali quotidiani globali, ha evidenziato un rialzo.

L’incertezza è particolarmente elevata con riferimento a Cina e Stati Uniti, e in misura inferiore all’Europa (cfr. grafico della settimana). Gli investitori, pur in presenza di dati relativamente solidi, hanno iniziato a chiedersi se le attese di una ripresa a “V” fossero davvero giustificate. L’Empire State Index per il settore manifatturiero nello stato di New York ha fatto segnare un rimbalzo. Negli Usa le vendite al dettaglio sono aumentate più del previsto e anche la produzione manifatturiera di maggio è cresciuta, seppur in misura inferiore alle attese. Nel Regno Unito il mercato del lavoro ha sorpreso ancora in positivo in aprile, con la creazione di 6mila nuovi posti di lavoro (media mobile a tre mesi). Tuttavia, l’impatto del virus è tuttora considerevole. Negli Usa il numero di nuovi casi di Covid-19 continua a salire e in Cina si torna a temere una seconda ondata di contagi.

Vi sono inoltre alcune fonti di incertezza sul fronte politico. L’esito delle elezioni presidenziali negli Usa è sempre più imprevedibile; al momento Joe Biden, l’avversario democratico del Presidente Donald Trump, è in vantaggio non solo secondo i bookmaker ma anche nei sondaggi. Tra l’altro Biden ha annunciato l’intenzione di aumentare le imposte su società e reddito e di riconsiderare alcune delle decisioni dell’attuale Presidente in materia di deregolamentazione. Biden non è un candidato “anti Wall Street”, ma imposte più alte eroderanno necessariamente gli utili aziendali.

La settimana prossima

La prossima settimana saranno pubblicati gli indicatori anticipatori e del sentiment, e quasi ogni giorno conosceremo nuovi dati. Lunedì sarà la volta dell’indice sulla fiducia dei consumatori nell’Area Euro e del Chicago Activity Index. Martedì sono attesi i Pmi (indici dei responsabili degli acquisti) di Stati Uniti, Regno Unito e Area Euro nonché, a breve distanza, quelli relativi ai singoli Paesi membri dell’Ue. Mercoledì l’attenzione sarà catalizzata dall’ifo, barometro della fiducia delle imprese. Gli osservatori valuteranno con attenzione i dati alla ricerca di eventuali segnali di ripresa dopo la flessione ai minimi. La componente delle attese ha già registrato un netto rialzo malgrado le aziende siano ancora in modalità crisi. Giovedì infine saranno divulgati i dati sui nuovi ordinativi negli Usa e l’indice GfK sulla fiducia dei consumatori tedeschi.

“Danzare” al ritmo dei mercati

Ora che l’S&P 500 ha recuperato oltre il 40% dai minimi di marzo, crediamo sia un buon momento per “tirare un sospiro di sollievo”. Ogni incertezza contribuirà a evitare la formazione di una bolla sull’indice, eventualità relativamente remota in un momento in cui le opportunità di investimento redditizie sono sporadiche. Gli investitori istituzionali e retail hanno ancora un’abbondante liquidità inutilizzata e sono alla ricerca di investimenti che offrano rendimento in un contesto di tassi bassi/negativi. I fattori tecnici non indicano pressioni di vendita e gli indicatori di forza relativa lasciano prevedere solo tensioni di lieve entità.

L’indagine globale tra i gestori di fondi di Bank of America Merrill Lynch indica una significativa rotazione verso le small e mid cap, nonché le azioni dell’Area euro e dei mercati emergenti. Sembra che gli investitori preferiscano i comparti difensivi. Tuttavia, in base al posizionamento attuale, è plausibile una maggiore rotazione. I gestori di fondi appaiono meno interessati a liquidità e obbligazioni.

Siamo entrati nella fase della “danza”: la maggior parte dei Paesi ha allentato le misure di lockdown, ma non si escludono battute d’arresto. Non dimentichiamo che la Cina ha dovuto reintrodurre il coprifuoco in alcune zone di Pechino. L’incertezza sul fronte geopolitico è tuttora elevata e influirà sulle elezioni presidenziali negli Usa, oltre a esserne influenzata. Se da un lato è probabile che il miglioramento dei dati economici vada di pari passo con quello dei dati sulla mobilità raccolti da Google, dall’altro il ritorno alla normalità è ancora lontano. Dobbiamo essere pronti a “danzare” o, in altre parole, ad affrontare nuove fasi di volatilità elevata.

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