Mercati verso la fase 2. I nuovi bond corporate e governativi

Mentre i parrucconi dell’Europa stanno ancora discutendo su quale sia la soluzione migliore per aiutare i Paesi colpiti più pesantemente dalla crisi, le autorità americane sfornano aiuti ogni settimana per sostenere le aziende del paese. I mercati iniziano ad intravvedere una timida luce di positività e voglia di tornare alla normalità, dando anche dei segnali di speranza importanti.

Mi riferisco in particolare a una serie di emissioni di bond corporate che vi sono state nell’ultima settimana, di aziende ferme a livello operativo di business ma che hanno comunque dato un segnale di voler riprendere l’attività, evidenziando nuovi obiettivi e strategie, finanziandosi con nuova liquidità chiesta al mercato e trovando investitori interessati, pur dovendo pagare dei tassi d’interesse che erano impensabili fino a poco più di un mese fa.

Un aspetto su questo punto, che può essere letto come un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, riguarda l’immobilità sul mercato delle aziende italiane. Infatti dall’inizio della crisi nessun corporate o finanziario di rilievo si è mosso sul mercato, ciò può significare due cose.

La prima, bicchiere mezzo pieno, è che la liquidità è sufficiente per superare la fase di stallo produttivo ed operativo, tanto è vero che prima della crisi i livelli previsti di distrubuzione dei dividendi erano molto elevati ed in molti casi sono stati annullati o sospesi. La seconda era il timore di confrontarsi col mercato con il rischio che il tasso d’interesse da pagare per collocare titoli sarebbe stato troppo elevato. Personalmente ritengo che il primo punto possa essere valido per almeno il 75% delle aziende presenti sul mercato e non aver fatto ricorso al mercato dei capitali a tassi così elevati sia stato significativo e positivo.

Le nuove emissioni corporate e governative sotto la lente

Un paio di esempi posso essere interessanti, raffrontati ai livelli raggiunti sul secondario per emissioni fatte negli ultimi mesi. Tra i corporate, la Salini era uscita a fine gennaio con 250 milioni con scadenza 2027 e cedola del 3.625% al prezzo di 100 (codice Isin XS2102392276). Nella fase più acuta questo titolo è sceso fino a 65 circa che significava un rendimento a scadenza di oltre l’11%. Nelle ultime sedute positive è risalito oltre quota 80 che esprime comunque un rendimento del 7.5%. Sul fronte finanziario pochi giorni prima della chiusura totale del Paese, quando ancora la crisi non sembrava così acuta, Banca Intesa è uscita con due coco bond AT1, emessi a 100, rispettivamente con call a 5 e 10 anni e cedole del 3.75% e 4.125% (XIsin S2124979753 e XS2124980256). Nella fase più critica entrambi erano scesi sotto quota 70 esprimendo dei rendimenti alla call superiori al 12%.

Interessante anche quello che sta succedendo nella curva dei rendimenti governativi, dove lo spread contro Bund rimane vicino alla soglia dei 200 punti, con rendimento del Btp decennale al 1.65% circa. La curva si è però rialzata su tutti i paesi dell’eurozona, la sola Germania sul decennale rimane in negativo a -0.32% circa, lontana comunque dal -0.6% di qualche settimana fa. La Spagna è allo 0.8%, il Portogallo a 0.92%, Cipro all’1.65% e la Grecia all’1.74%, quindi rispetto a qualche settimana fa qualche altro paese dell’Europa mediterranea si è avvicinato ai nostri rendimenti.

E’ stata una settimana di aste ed il Tesoro Italiano ha collocato tutti i 9,5 miliardi di euro offerti complessivamente in due Bot a 3 e 12 mesi, con una buona richiesta per la scadenza più breve, e rendimenti in rialzo. Nel dettaglio sono stati assegnati 6,5 miliardi nel Bot annuale aprile 2021 con un rendimento dello 0,534% da 0,072% di metà marzo. Del tre mesi luglio 2020 sono stati collocati 3 miliardi al rendimento dello 0,188%. Sui Btp di breve e lungo, successo a livello di domanda ma con rendimenti in rialzo, per il tre anni è salito allo 0.86% con 4,5 miliardi collocati, 1.37% il rendimento del Btp 2027 con tre miliardi collocati; rendimento al 2.06% per 1.25 miliardi del Btp 2036 ed infine 750 milioni con scadenza 2044 sono stati collocati al 2.49%.

Anche questa settimana continua la corsa dei land tedeschi ad accaparrarsi moneta emettendo nuovi titoli obbligazionari. Lo Stato Federale Lower Saxony ha aumentato di 250 milioni di euro l’obbligazione emessa a febbraio. Nel dettaglio si tratta del bond (Isin DE000A2BN3T9), cedola 0% e scadenza 2 agosto 2024. I nuovi bond sono immediatamente fungibili e l’ammontare totale sarà di 1.5 miliardi di euro. I nuovi titoli sono stati collocati al prezzo di 100.574 per un rendimento di 0.133%, pari a 11 punti base sulla curva midswap.

Tantissimi ancora i corporate emessi ed allacciandomi al paragrafo sopra ci sono state delle emissioni coraggiose e della speranza, in settori fermi per l’impossibilità di operare a causa del blocco internazionale.

I cosidetti attributi sono stati tirati fuori dall’americana Carnival, leader nel settore delle crociere con marchi internazionali tra cui la nostra Costa. Dopo aver recuperato le navi in giro per il mondo e messe in “cantiere” fino alla ripresa delle crociere è uscita con un’emissione in dollari che è stata un enorme successo. Si tratta di un bond con size finale per quattro miliardi, innalzando l’offerta dai tre miliardi iniziali, grazie alla domanda sostenuta che ha ecceduto i dieci miliardi. E’ stata cancellata, invece, la tranche in euro che era stata offerta al mercato, a causa dello scarso interesse registrato tra gli investitori, data la bassa liquidità di questo segmento corporate. La cedola per la tranche in dollari è stata fissata dal 12.50% della guidance iniziale al 11,50%. Tantissimo per una scadenza a tre anni, se si considera che il Treasury a 3 anni si limita a offrire un rendimento dell’1.35%-1.40%. Isin del titolo USP2121VAE40 taglio minimo 2mila dollari con multipli di mille e rating ancora investment grade Baa2.

Il gigante del turismo on line Booking è uscito con un multitranche in dollari da 3.25 miliardi suddiviso tra 1 miliardo su scadenza 2025 con cedola del 4.1% (Isin US09857LAP31), 750 milioni su scadenza 2027 cedola 4.5% (Isin US09857LAQ14) ed 1.5 miliardi al 2030 con cedola del 4.625% (Isin US09857LAR96). Tutti i titoli sono con taglio retail da 2mila dollari con multipli di mille.

Nuova emissione per le ferrovie tedesche, Deutsche Bahn, tornata sul mercato con 750 milioni di euro a tasso fisso dell’1.375% con scadenza 2040. Il titolo è emesso anche per la clientela retail con taglio minimo da mille euro con multipli di mille, rating di Fitch AAu e Isin XS2156768546.

La compagnia petrolifera spagnola Repsol ha emesso 750 milioni di euro con scadenza 2030, con cedola del 2.625% e taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila. Rating dell’emittente Baa2/BBB e Isin XS2156583259.

Holcim Lafarge, azienda multinazionale operante nel settore dei materiali di costruzione, ha collocato un’obbligazione senior in euro con scadenza a cinque anni, (Isin XS2156244043). L’emittente ha rating Baa2/BBB e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille. Prime indicazioni di rendimento in area 300 punti base sulla curva midswap, ridotte poi a 265 punti base sulla curva midswap visti gli ordini che hanno superato 2.1 miliardi di euro. L’ammontare dell’amissione è stata fissata a 500 milioni di euro, cedola annua fissa 2.375%, prezzo di emissione 99.739 per un rendimento finale del 2.431%.

La compagnia Syngenta Finance, una delle principali azienda agricole nel mondo, con rating BBB-/Ba2, dopo aver dato mandato a quattro banche di organizzare una presentazione con i maggiori investitori internazionali in Europa finalizzata all’emissione di una nuova obbligazione senior, collocando poi sul mercato un bond senior in euro (Isin XS2154325489) con scadenza a sei anni, il 16 aprile 2026. Prime indicazioni di rendimento in area 400 punti base sopra la curva midswap. Gli ordini hanno raggiunto 1.9 miliardi di euro ed il rendimento finale del bond è stato abbassato a 365 punti base sulla curva midswap. Cedola annua fissa 3.375% e prezzo di emissione 99.201 Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille.

La compagnia elettrica ENBW ha emesso un’obbligazione senior a cinque anni da 500 milioni di euro. Prime indicazioni di rendimento 140 punti base sulla curva midswap, poi abbassate a 90 punti base sul tasso midswap grazie agli ordini raccolti nella fase di collocamento che hanno superato i 3.3 miliardi di euro. Il titolo (Isin XS2156607702) paga una cedola annua fissa dello 0.625%, prezzo di emissione 99.52 per un rendimento finale dello 0.723%. Il rimborso del titolo è previsto in un’unica soluzione alla pari alla scadenza fissata il 17 aprile 2025. Rating A3/A-, lotto miniimo mulle euro con multipli di mille.

Gazprom, la più grande compagnia russa, conta per circa il 70% della produzione russa di gas naturale, si è riaffacciata sul mercato con un’obbligazione senior in euro a cinque anni. Buona la domanda degli investitori con oltre tre miliardi di ordini raccolti, la spread guidance iniziale fissata a un rendimento di 3.375% è stata rivista e abbassata a 2.95%. Il bond (XS2157526315) paga una cedola annua fissa di 2.95%, prezzo di emissione 100 e scadenza 15 aprile 2025. Ammontare del bond 1 miliardo di euro, lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille e rating Baa2/BBB-.

Il Qatar ha battuto tutti gli altri stati del Golfo Persico sul tempo e ha emesso obbligazioni in tre tranche in dollari, riscuotendo un forte successo di domanda. Il mercato ha scommesso su una ripresa del petrolio. Il Qatar ha emesso un bond per complessivi dieci miliardi di dollari, cifra doppia rispetto alle previsioni iniziali, suddiviso in tre tranche a cinque, dieci e 30 anni. Copiosi i capitali raccolti per 45 miliardi, 4,5 volte l’offerta, attirati dai rendimenti a premio rispetto a quelli vigenti sul mercato secondario per i titoli sulle medesime scadenze. La tranche a 30 anni da cinque miliardi è anche chiamata “bond Formosa”, in quanto collocata a Taiwan ed emessa in valuta diversa da quella locale. Ha offerto un rendimento del 4,40%, nettamente s sotto il 4,75% inizialmente fissato dalla “guidance”. I titoli a cinque e a dieci anni hanno offerto un premio rispetto agli omologhi Treasury per durata di 300 e 305 punti base al 3.50% e al 3.70%. Il Qatar gode di rating AA-.

Gli eurobond di Israele sono andati molto bene, con l’emissione del primo bond a 100 anni con rendimenti interessanti. Lo Stato di Israele ha emesso eurobond per cinque miliardi di dollari, rivolti a investitori internazionali; ha collocato due miliardi di titoli a dieci anni a un tasso d’interesse del 2,75%, 2 miliardi a 30 anni e al tasso del 3,875% e 1 miliardo a 100 anni al tasso del 4,50% (Isin US46513JB593). Gli ordini sono stati complessivamente di 25 miliardi, 5 volte gli importi offerti, arrivati da 400 investitori di 40 stati, tra cui USA, Germania e Regno Unito. Naturale che la domanda fosse solida, dati i rendimenti relativamente elevati, a fronte di un merito creditizio molto solido. Il debito sovrano israeliano gode del rating “AA-” /A1, il taglio minimo è 200mila dollari con multipli di mille. Si è trattata della più grande emissione di sempre per lo stato di Israele, per cui l’esito di successo ha confermato la fiducia del mercato verso la robustezza dell’economia e delle finanze statali. E per Israele è stata anche la prima volta che chiedeva capitali su una scadenza lunga un secolo, quella che suscita certamente il maggiore interesse per la sua durata peculiare e il tasso allettante.

Sette miliardi di dollari l’offerta di Abu Dhabi spalmati su scadenza 2025 per due miliardi con cedola 2.5% (Isin XS2125308085); altri due miliardi su scadenza 2030 con cedola 3.125% (Isin XS212308168) ed infine 3 miliardi al 2050 con cedola del 3.875% (XS2125308242). In questo caso rating elevato e taglio minimo da 200mila dollari con multippli di mille.

T-mobile ha emesso obbligazioni per dieci miliardi di dollari, divise su varie scadenze dal 2025 al 2050, con cedole dal 3.5% su scadenza 2025 fino al 4.5% della scadenza 2050, ricevendo ordini per complessivi 30 miliardi; i tagli sono retail da 2mila dollari con multipoli di mille.

In previsione per i prossimi giorni, il Perù si accinge ad emettere una quantità rilevante di bond per finanziare un pacchetto di stimoli fiscali del governo, finalizzato a combattere la crisi provocata dall’emergenza coronavirus. Rating assegnato al Paese: A3/BBB+.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

 

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