Migrazione dal Libor, quali i costi?

Secondo il nuovo rapporto della società di consulenza internazionale Oliver Wyman, intitolato “Cambiando il numero più importante al mondo: LIBOR Transition”, l’indicazione dell’Autorità di Condotta Finanziaria (FCA) per cui le banche non verranno più persuase né costrette a presentare i tassi per calcolare il LIBOR dopo la fine del 2021 potrebbe avere un impatto ampio e significativo sulle istituzioni finanziarie, sugli investitori, sulle società, e sui clienti retail.

Il LIBOR è ora tasso di riferimento utilizzato a livello globale da numerosi prodotti finanziari, sia wholesale che retail, per un valore di oltre 240 trilioni di dollari statunitensi, inclusi prestiti societari, obbligazioni a tasso variabile, derivati, mutui e altri titoli. Inoltre, il rapporto di Oliver Wyman rileva che il passaggio a tassi di riferimento alternativi sarebbe complesso e difficile a meno che tali rischi e sfide non venissero gestiti in modo proattivo.

Il rapporto evidenzia che, anche se sono stati proposti dei tassi di riferimento alternativi per le valute più comuni del LIBOR, questi si differenziano a livello strutturale sia dal LIBOR sia tra di loro, rendendo la transizione senza soluzione di continuità altamente improbabile. Al di là dei rischi finanziari e operativi derivanti dalla transizione a nuovi tassi di riferimento, le banche potrebbero anche dover affrontare notevoli rischi di condotta, reputazionali e legali.

Le istituzioni finanziarie dovranno, quindi, definire e comunicare chiaramente una strategia per la transizione che sia giustificabile, coerente e comprensibile ai clienti, che spaziano dalle grandi società, altre istituzioni finanziarie, a milioni di clienti al dettaglio.

“Il LIBOR è una pietra angolare del settore finanziario attuale, e una transizione da questo avrebbe un impatto su una vasta gamma di prodotti, aziende, sistemi e processi, nonché su clienti e controparti. La possibilità di un diffuso riscontro negativo, di un rischio di condotta e di un contenzioso è molto reale”, ha dichiarato Serge Gwynne, partner di Oliver Wyman e co-autore del rapporto. Nonostante l’incertezza che circonda la transizione dal LIBOR, il rapporto sollecita le istituzioni finanziarie a prepararsi alla transizione. Vi sono già nell’immediato opportunità per impegnarsi con le autorità di regolamentazione e gli organismi del settore per contribuire a definire il processo di transizione, e sarà importante per le aziende essere in grado di valutare rapidamente le potenziali aree di impatto al loro interno.

Le prime stime del settore indicano che il costo della transizione potrebbe essere superiore a 200 milioni di dollari statunitensi per alcune banche – una stima simile a quelle dei recenti programmi di cambiamento normativo come la MiFID 2 e delle storiche transizioni come quella all’Euro o il millenium bug. Il rapporto sollecita consapevolezza e proattività, raccomandandosi che la pianificazione della transizione diventi rapidamente prioritaria nelle agende.

“Se un’interruzione del LIBOR può sembrare remota, le sue dimensioni e il suo potenziale impatto finanziario sono tali per cui le istituzioni finanziarie devono iniziare a mobilitarsi in tempi breve” ha affermato il partner di Oliver Wyman e coautore del report Adam Schneider. Il rapporto è disponibile sull’hub di Oliver Wyman dedicato (clicca qui).