Morningstar: “Il Bitcoin non sarà mai come l’oro”

Hai domande o commenti? Scrivi a info@finanzaoperativa.com

A cura di Morningstar

Bitcoin al posto dell’oro? L’idea che la criptovaluta possa sostituire il metallo giallo come porto sicuro per gli investitori circola fra gli operatori (professionali e non) da quando le valutazioni della divisa virtuale, nel 2017, sono cresciute del 1.800%. Anche perché la possibilità di sostituire un materiale che richiede scavi invasivi e  pesanti macchinari inquinanti con qualcosa creato da un codice appare molto più allettante.

La crescita del Bitcoin
La crescita del Bitcoin

“Per capire se veramente il materiale fisico un domani potrà essere sostituto da qualcosa di intangibile come il Bitcoin abbiamo analizzato i due asset sotto cinque diversi aspetti per sottolineare quali sono i punti di contatto e le differenze fra di loro”, dice Kristoffer Inton, analista di Morningstar.

L’oro è un porto sicuro?

Liquidità: “Il mercato dell’oro è molto liquido sia per il prodotto fisico che per i titoli ad esso legato”, dice l’analista. “Il suo valore è riconosciuto universalmente. La liquidità, quindi, non conosce barriere geografiche”. Utilizzo funzionale: “La gioielleria è il settore principale nel quale viene utilizzato e pesa per più della metà della domanda globale”, spiega l’analista. “Un altro 10% di richiesta arrriva dalle industrie. Quindi possiamo dire che l’oro ha anche un aspetto funzionale”.

Scarsità di offerta: “Si tratta di un prodotto minerario e non ci sono molti siti da cui estrarlo”, dice Inton. “Nel corso del tempo l’oro diventerà sempre più difficile e costoso da estrarre”. Certezza della domanda in futuro: “Di solito quando si parla di commodity è difficile fare previsioni sull’andamento del loro valore”, dice Inton. “L’oro però ha una lunga storia come materiale di gioielleria e da sempre tutte le culture ne riconoscono il suo valore”. Persistenza: “L’oro non si corrompe, non si ossida, non marcisce e richiede poca manuntenzione”, dice l’analista.

E i Bitcoin?

Liquidità: “I volumi sembrano essere forti abbastanza da offrire liquidità”, dice l’analista. “Andando nel dettaglio, tuttavia, si nota che giornalmente viene trattato lo 0,5% dei Bitcoin esistenti. Per l’oro siamo al 3%”. Utilizzo funzionale: “Il blockchain sta semplificando un po’ le cose, ma l’utilizzo del Bitcoin resta ancora limitato e il suo futuro è incerto”, dice Inton. “Anche perché, mediamente, per completare una transazione ci vogliono più di otto minuti. L’oro, tra l’altro, può anche essere utilizzato al di fuori dei circuiti finanziari e di pagamento, mentre la criptovaluta no”.

Scarsità di offerta: “C’è un numero massimo di Bitcoin che possono essere creati”, dice l’analista. “Da questo punto di vista la criptovaluta offre maggiori garanzie dell’oro”. Certezza della domanda futura: “Il futuro della richiesta di Bitcoin è legato al successo dell’uso del blockchain (leggi qui per un approfondimento) e al fatto che questa divisa virtuale diventi la moneta di riferimento”, dice Inton. “Le potenzialità del blockchain convincono molti operatori. C’è incertezza, però, su quale criptovaluta diventerà quella più utilizzata”. Persistenza: “Essendo di fatto un codice creato da computer non esiste la possibilità che possa deteriorarsi” dice l’analista.

Oro e Bitcoin sono uguali?
“Secondo la nostra analisi è difficile che la criptovaluta possa spostare gli investimenti di chi è alla ricerca di un porto sicuro facendoli venire via dall’oro”, dice Inton. “Sul mercato ci sono molti altri asset che potrebbero essere più interessanti in questo senso” (vedi tabella sotto).

Porti sicuri a confronto
Porti sicuri a confronto

Share this post: