Mps mette il turbo, +42% nell’ultima settimana

Settimana a dir poco esplosiva per il titolo Mps, sul quale oggi potrebbero prevalere prese di profitto senza che questo intacchi minimamente un trend che nel brevissimo/breve termine resta fortemente positivo a detta degli analisti tecnici. Del resto con un rialzo che nelle ultime cinque sedute di Borsa ha sfiorato il +42% sarebbe difficile poter essere negativi.

Anche così, a 1,70-1,72 euro attorno a cui il titolo di Siena oscilla stamane in avvio di seduta, le quotazioni restano di oltre il 31% al di sotto di dove si trovavano 12 mesi fa e la capitalizzazione non raggiunge ancora i 2 miliardi di euro, rispetto ai 5,4 miliardi iniettati dal Tesoro in cambio del 68% del capitale dell’istituto. Come dire che per il momento l’investimento dello stato, almeno dal punto di vista strettamente finanziario, resta “a perdere”. Ma ci sono possibilità che da qui al 2021 le cose cambino e soprattutto è il caso per un investitore individuale di provare a cavalcare “la tigre” del recupero borsistico?

I giudizi degli analisti su Mps

Al momento gli analisti fondamentali restano quanto meno cauti: tutti e sette i report disponibili sul titolo hanno un giudizio neutrale (“hold”), mentre il target price di consensus, 1,45 euro, è già superato dalle quotazioni di un 17% (e dunque vi è un teorico rischio di ribasso di altrettanta ampiezza). Inoltre il recupero delle quotazioni ha portato il rapporto prezzo/utile atteso (pari a 15 centesimi per azione nel 2019 secondo il consensus) sopra le 11 volte. Per un rapido confronto, Intesa Sanpaolo tratta attorno a 9,35 volte l’utile atteso, Ubi Banca scarse 7,7 volte, Unicredit 6 volte, Banco Bpm meno di 5,5 volte.

Come dire che se volete scommettere su un ulteriore restringimento dello spread Btp-Bund, che nelle ultime settimane è ridisceso sotto il 2% (oggi è indicato attorno all’1,975% dopo i primi scambi) favorendo il recupero dell’intero settore finanziario di Piazza Affari, occasioni meno rischiose e meno “costose” in termini di multipli non mancano. E tuttavia il quadro tecnico è indubbiamente molto positivo per Mps almeno a breve termine e dovrebbe favorire il raggiungimento almeno degli 1,80-1,82 euro per azione con possibile estensione a 1,86-1,87 euro.

Anche i supporti stanno risalendo e sono posizionati attorno a 1,38-1,46 euro a 5 giorni, a 1,60-1,65 euro a un giorno, cosa che conferma il miglioramento del trend in atto e suggerisce di approfittare di eventuali storni su tali livelli per provare a entrare sul titolo, almeno da parte degli investitori più propensi ad operazioni di trading a breve termine. Da notare anche che la crescita delle quotazioni è stata accompagnata da un leggero incremento dei volumi (+10% circa), che però dovrebbero aumentare ulteriormente perché si possa ipotizzare un ulteriore proseguimento del trend rialzista in atto ovvero un miglioramento del quadro anche a medio-lungo termine.

Sullo sfondo per Mps resta positivo il flusso di notizie

Mentre il mercato scommette su novità a breve sul fronte del de-risking, la banca avrebbe dato mandato a Duff & Phelps Reag per raccogliere offerte per un pacchetto da 350 milioni di immobili. Una cifra inferiore a quanto atteso (600 milioni di euro di dismissioni immobiliari) perché dal dossier sarebbero stati esclusi gli edifici di maggiore pregio come la sede storica della banca a Milano e altri immobili centrali a Roma, a Firenze (Palazzo Sassetti) e a Padova. Immobili che potrebbero valere circa 250 milioni e verrebbero ceduti separatamente in un secondo momento, consentendo all’istituto guidato da Marco Morelli di superare l’obiettivo di 500 milioni di euro di dismissioni immobiliari entro fine anno.

Il Tesoro e Mps

Ultimo ma non meno importante: il Tesoro avrebbe finalmente avviato i primi contatti con la Commissione Ue in merito alle modalità e tempi dell’uscita del Tesoro dal capitale, il cui piano dovrebbe essere presentato entro fine anno, anche se non si esclude uno slittamento a fine giugno 2020. Motivi di interesse dunque non mancheranno anche nei prossimi mesi e questo potrebbe consentire a Mps di veder corroborata ulteriormente il proprio re-rating a Piazza Affari.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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