Nuovo Btp Italia, lo scenario e le altre emissioni sotto la lente

Dopo due mesi di chiusura totale la nostra economia e quella dell’Eurozona prova a ripartire col freno a mano. I primi dati macroeconomici non sono esaltanti, la stessa “locomotiva tedesca” ha evidenziato un crollo del 9,2% della produzione industriale nell’ultimo mese. Pertanto i dati che arriveranno nelle prossime settimane sia a livello macro che per i dati aziendali saranno condizionati dalla situazione generale di crisi. Questa distribuzione negativa di numeri avrà i suoi effetti almeno fino all’autunno e forse solo l’ultimo trimestre potrà invertire la tendenza con una ripresa espansiva nei dati, ma si potrà constatare solo all’inizio del 2021. La situazione dell’economia reale è stata assorbita in poche settimane nel crollo dei listini azionari scesi mediamente di oltre il 30% in due settimane.

Oggi, con la ripartenza ed una percezione meno emotiva rispetto a fine febbraio, i listini non guardano a questi dati negativi che sono stati in parte scontati nel ribasso di febbraio-marzo. Il tutto nonostante che gli “amici” tedeschi riescano a creare incertezza sul mercato, ultima mina la sentenza di questa settimana della Corte Costituzionale della Germania, circa la facoltà della Bce all’acquisto dei titoli dell’eurozona (programma QE), che chiede una risposta normativa alla Bce entro i prossimi tre mesi. Fortunatamente Governo e Bundesbank sembrano essersi schierate a difesa della Bce, sottolineando il fatto che il diritto comunitario è prevalente su quello dei paesi interni.

A parte quindi quest’ultimo aspetto non ci sono stati fattori esterni che hanno condizionato i mercati, che hanno visto così un andamento “normale” nei listini, con alternate giornate positive e negative, con il Ftse Mib che si è mosso sopra i 17000 punti.

I market movers e lo spread

A livello di Eurozona i prossimi “market movers” saranno relativi alla riunione dei ministri economici prevista nel fine settimana, per raggiungere un accordo sul Mes per i paesi colpiti dall’epidemia, al fine di rendere disponibile la liquidità entro il mese di giugno. Per l’accordo sul Recovery Fund, ci vorrà ancora qualche settimana e l’obiettivo per il commissario economico Gentiloni, è che possa essere approvato dai leader europei entro il mese di giugno.

In attesa dei giudizi da parte delle agenzie Moody’s e Dbrs sul nostro Paese, lo spread tra Btp e Bund è salito sui massimi di periodo sulla soglia dei 250 punti, con rendimento del nostro benchmark decennale vicino al 2%. In generale sono tutti i paesi dell’Europa mediterranea più colpita dal virus, ad avere visto i rendimenti dei titoli rialzarsi, la Spagna è allo 0.9% circa in linea con Slovenia e Slovacchia, il Portogallo è all’1%, Cipro sfiora come noi il 2% mentre la Grecia è al 2.14%. In terreno negativo sulla curva decennale oltre alla Germania rimangono l’Austria, Finlandia ed Olanda.

Il nuovo Btp Italia

E’ tutto pronto per il primo Btp-Italia anti pandemia che partirà il prossimo 18 maggio, in due fasi: la prima da lunedì 18 a mercoledì 20 maggio, per i risparmiatori retail e la seconda giornata giovedì 21 maggio per gli investitori istituzionali. La durata del nuovo Btp-Italia sarà di cinque anni e il premio fedeltà per i clienti che acquistano il titolo in fase di emissione e lo tengono fino alla scadenza sarà dell’8 per mille sul valore nominale dell’investimento, il doppio di quanto pagato in precedenza ai sottoscrittori. Le altre caratteristiche sono: il tasso reale annuo minimo garantito che verrà comunicato il 15 maggio, le cedole semestrali ed il recupero immediato dell’inflazione grazie alla rivalutazione del capitale corrisposta ogni 6 mesi, il capitale nominale garantito a scadenza. La tassazione di questo strumento è al 12.50% come per tutti i titoli di stato. Nell’attesa del Btp Italia, saranno in asta la prossima settimana, martedi 12, i Bot a 12 mesi.

Sul fronte corporate il mercato è stato inondato di nuove emissioni, tutte mediamente con successo e buone performance nel grey market successivo.

Le nuove emissioni gorvernative sotto i riflettori

A livello di nuove emissioni governative è stata un settimana di abbondante offerta dagli altri paesi, con la Francia che ha collocato fino a 11,5 miliardi di Oat divisi tra il 2052 con cedola del 0.75% (codice Isin FR0013480613) ed il 2060 (Isin FR0010870956). La Spagna con 6,5 miliardi di Bonos, 2027, 2033 e 2050 1% (ES0000012G00).

Grande successo per il collocamento via sindacato della Germania con il nuovo Bund a 15 anni (Isin DE0001102515), emesso per 7.5 miliardi a cedola zero e prezzo d’emissione a 104.659 che esprime un rendimento negativo a scadenza di 0.30. L’interesse ad acquistare un titolo di questo tipo con rendimento negativo è soprattutto per investitori istituzionali che devono necessariamente impiegare la liquidità, cercando quindi uno strumento a bassa volatilità.

Anche questa settimana continua la corsa dei land tedeschi a finanziarsi sul mercato primario. Lo Stato Federale della Lower Saxony ha collocato 250 milioni di euro con un’obbligazione senior a tasso fisso. L’obbligazione (Isin DE000A2E4HV1) ha scadenza il 10 novembre 2022 e un rendimento di due punti base sulla curva midswap. Rating AAA e lotto minimo mille euro con multipli di mille. Lo Stato federale di Hesse ha collocato 2.25 miliardi di euro con un’obbligazione senior a 10 anni. Il bond (Isin DE000A1RQDW4) paga una cedola annua fissa dello 0.01% e ha un prezzo di emissione di 100.305, pari a 11 punti base sulla curva midswap. Rating AA+ e lotto minimo di mille euro con multipli di mille.

La Slovakia è tornata sul mercato con due titoli, il primo con scadenza 2025 cedola dello 0.25%, Isin SK4000017158 per un totale di 2 miliardi e taglio minimo retail da mille euro con multipli di mille; lo stesso per la scadenza 2032 con cedola del 1%, sempre per 2 miliardi (Isin SK4000017166).

Per quel che riguarda il nostro paese non era una settimana di aste, l’emergenza legata alla pandemia, ha fatto sapere il Tesoro Italiano, ha portato il fabbisogno del settore statale vicino ai 50 miliardi di euro nei quattro mesi fino ad aprile, con un incremento di oltre 17 miliardi di euro rispetto al primo quadrimestre 2019.

Il Cile ha emesso debito sovrano denominato in euro e dollari per un ammontare complessivo di 2 miliardi. Nel dettaglio, sono stati collocati sul mercato nuovi decennali in dollari con scadenza 2031 per 1,458 miliardi e a un prezzo di 99,958 centesimi, a fronte di una cedola del 2,45%, 180 punti base sopra il corrispondente Treasury. Inoltre, ha raccolto altri 500 milioni per il bond 2025 in euro e cedola 1,625%, che ha collocato a un prezzo di 102,098 per un rendimento dell’1,165%, 150 punti base sopra il mid-swaps, meno dei +195 inizialmente ipotizzati. Nel primo caso, gli ordini si sono attestati a 8,2 miliardi di dollari, 5,7 volte l’importo offerto. Nel secondo caso, sono stati pari a 3,5 miliardi di euro, sette volte più alti.

L’Arabia Saudita emetterà un nuovo bond denominato in euro a giugno e ha già dato mandato alle banche in tal senso. Non sappiamo ancora quale sarà l’importo offerto, ma si stima che il regno si affacci sui mercati internazionali per almeno sei miliardi. I proventi delle emissioni serviranno a Riad per fronteggiare la crisi provocata dal crollo delle quotazioni del petrolio.

I nuovi corporate sotto la lente

Tre emissioni di green bond hanno dominato la scena suscitando forte interesse tra gli investitori istituzionali.

Swisscom AG ha collocato un green bond (Isin XS2169243479) con scadenza a 8 anni per 500 milioni di euro; i green bond sono uno strumento piuttosto raro nel settore delle telecomunicazioni, solo Telefonica, Vodafone e Verizon avevano già emesso green bond. Il bond Swisscom ha collezionato richieste record per 5.5 miliardi, circa 10 volte l’offerta. La forte domanda ha consentito di abbassare il prezzo di collocamento da uno spread iniziale di 100 punti base sul tasso midswap si è arrivati a 80 punti base. Rating A2/A e lotto minimo 100mila euro con multipli di mille. Il bond servirà per finanziare progetti legati all’efficienza energetica ed alle energie rinnovabili. Isin XS2169243479, cedola del 0.375% e rating A2.

Altro green bond per Eurogrid, i cui proventi verranno utilizzati per finanziare parchi eolici offshore nel Mar Baltico. Il bond Eurogrid da 750 milioni di euro ha collezionato forte interesse presso gli investitori istituzionali. Oltre 4.2 miliardi di euro gli ordini raccolti nella fase di collocamento. Il bond (Isin XS2171713006) con scadenza 15 maggio 2032, ha una cedola pari a 1.113% prezzo di emissione di 100 e un rendimento di 1.113% che corrisponde a un rendimento di 115 punti base sopra il tasso midswap rispetto ai 155 punti base iniziali. Rating dell’obbligazione BBB+ e lotto minimo ad indirizzo professionale da 100mila euro con multipli di 100mila.

CPI Property Group ha collocato un green bond con scadenza a sei anni, si tratta del terzo green bond emesso dall’emittente dopo una transazione in euro e sterline. Il bond CPI da 750 milioni di euro ha collezionato richieste per 1.7 miliardi così da abbassare il prezzo di collocamento a 345 punti base sulla curva midswap dai 380 punti base iniziali. Il bond (Isin XS2171875839) ha scadenza il 12 maggio 2026, cedola del 2.75% , rendimento del 3.184% e prezzo di emissione di 97.663. Rating BBB e lotto minimo 100mila euro con multipli di mille). Il bond servirà per finanziare progetti ambientali nel settore edilizio.

La banca tedesca Helaba ha collocato 1.5 miliardi sulla scadenza a cinque anni. Il bond (Isin XS2171210862) paga una cedola annua fissa dello 0.375%, prezzo di emissione 99.478 per un rendimento a scadenza dello 0.481% corrispondente a 80 punti base sulla curva midswap. Rating AA e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.

Anche la tedesca Erste Group ha fatto ricorso al mercato primario collocando un senior bond   (Isin AT0000A2GH08) da 750 milioni di euro. Nel dettaglio: scadenza 13 maggio 2027, cedola 0.875%, prezzo di emissione99.743 e rendimento 0.913%. Rating A2 e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.

Eurofins scientifc, multinazionale operante nel settore medicale e dei laboratori di analisi, ha collocato 600 milioni di euro con un’obbligazione senior a tasso fisso, cedola annua fissa 3.75% e scadenza 17 luglio 2025. il deal era previsto con rendimento in area 4.125% ma è stato abbassato per l’alto numero di richieste che ha raggiunto 1.4 miliardi di euro a 3.875%. Il prezzo di collocamento è stato pari a 99.336 e il taglio minimo di quotazione è di 100mila euro con multipli di mille. Il titolo (Isin XS1268496640) non ha rating.

La compagnia francese Cofiroute con un’emissione obbligazionaria a tasso fisso per 950 miliardi di euro, destinata ad investitori istituzionali. Il rendimento dell’emissione, pari a 1.015%, corrisponde a un rendimento di 110 punti base sopra al tasso midswap. Inizialmente il deal era previsto con rendimento in area 155 punti base sulla curva midswap, ma è stato abbassato per le richieste che hanno superato 2.9 miliardi. Il prezzo di collocamento è stato pari a 99.845, la cedola fissa è dell’1%, il taglio minimo di quotazione è di 100mila euro con multipli di 100mila, Isin FR0013512621 con rating A-.

Doppio deal in euro della Kering che ha rating A-; il primo titolo per 600 milioni con scadenza 13 maggio 2023 e con cedola dello 0,25% (Isin FR0013512381) ; gli altri 600 milioni sono stati collocati con cedola 0.75% sulla scadenza 2028 (FR0013512407). Entrambe le emissioni hanno taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila.

Torna sul mercato anche il settore automotive, molto colpito dalla crisi, con il collocamento del bond Peugeot con scadenza maggio 2026 e rendimento di 310 punti base sulla curva midswap. Il titolo ha rating BBB ed il totale è di un miliardo, taglio da 100mila euro con multipli di 100mila e Isin FR0013512944.

Anche Thales, gruppo d’elettronica specializzato nell’aerospaziale, nella difesa, nella sicurezza e nel trasporto terrestre, si è affacciata sul mercato primario con un’oobligazione senior a tasso fisso in euro. Il titolo (Isin FR0013512969) ha scadenza maggio 2028 e prime indicazioni di rendimento in area 170 punti base sulla curva midswap. Rating A2/A- e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila. Ammontare dell’emissione fissato a 700 milioni di euro e rendimento finale 125 punti base sulla curva midswap, abbasatto dalla guidance iniziale grazie agli ordini che hanno superato 3.2 miliardi.

C’è sete di liquidità sul mercato corporate, dato il crollo del fatturato in giro per il mondo con i “lockdown” imposti dai governi per frenare i contagi del Coronavirus. Tra le società che stanno approfittando del sostegno delle banche centrali per emettere debito a basso costo c’è Norwegian Cruise, la compagnia di crociere che ha sospeso le prenotazioni fino al giugno dell’anno prossimo. La società ha collocato sul mercato obbligazioni per complessivi 1,25 miliardi di dollari, attraverso due tranche. La prima è un bond da 600 milioni garantito con scadenza 2024, mentre la seconda riguarda un bond da 650 milioni collocato tramite un’offerta riservata e convertibile in azioni della stessa società. Il primo ha incassato il rating “Ba2” di Moody’s, il secondo gradino dell’area “junk” per l’agenzia. Si tratta di un titolo che offre cedola 12,25%, il limite inferiore del 12,25-12,50% indicato in fase di guidance. Il prezzo è stato di 99 centesimi, in questo caso il massimo della forchetta 98,5-99 inizialmente fissata. Pertanto, il rendimento alla scadenza è stato del 12,575%. Le obbligazioni convertibili offriranno una cedola tra il 5,75% e il 6,25% e un tasso di conversione a premio del 20-25%.

Anche Apple ha approfittato delle buone condizioni generali del mercato per tornare ad emettere debito, grazie alla copertura della Federal Reserve. Il colosso tech ha emesso obbligazioni con scadenze 2023, 2025, 2030 e 2050, raccogliendo in tutto 8.5 miliardi di dollari. Nel dettaglio, il bond a 3 anni è stato emesso con cedola 0.75% per due miliardi, quello a cinque anni con cedola 1.215% per 2.25 miliardi. Le scadenze a 3 e 5 anni non avevano mai offerto tassi così bassi dal 2013. Per la scadenza 2030 Isin US037833DU14 cedola del 1.65% e infine sul 2050 la cedola è stata fissata al 2.65% (US037833DW79). Tutte le emissioni hanno taglio da 2mila dollari con multipli di mille.

A cura di Carlo Aloisio, senio broker

 

 

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