Pazienza e rimanere investiti: azioni ancora favorite

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Nel corso dell’anno passato gli investitori hanno gradualmente abbandonato i timori per un crollo dei prezzi dell’energia e per il rallentamento dell’economia cinese, spostando l’attenzione sull’incertezza politica. L’ultimo Spring Investment Barometer di J.P. Morgan Private Bank esplora le aspettative degli investitori europei per i prossimi 12 mesi, sondando il loro interesse per le azioni statunitensi ed europee e l’impatto dell’incertezza politica sui mercati.
La maggior parte degli investitori non sembra particolarmente preoccupata dall’incertezza politica che grava sui mercati finanziari: il 40% (due quinti) è convinto che le azioni genereranno i rendimenti più elevati nell’anno a venire”, ha affermato Riccardo Pironti, responsabile per l’Italia di J.P. Morgan Private Bank. “Seguono il private equity (28%) e le materie prime (17%), data la convinzione che i prezzi di queste ultime potrebbero risalire nei prossimi 12 mesi”.
Per contro, negli ultimi sei mesi è diminuita la fiducia degli investitori intervistati da J.P. Morgan nei confronti di altre strategie alternative, la cui percentuale di consensi è scesa dal 28% al 9%. Solo pochi investitori, inoltre, ritengono che la liquidità e il reddito fisso registreranno le migliori performance.
Le azioni globali sono rimaste immuni dall’incertezza politica dall’inizio del 2017. Ci aspettiamo una crescita degli utili in linea con i multipli attuali; inoltre, con la giusta politica fiscale, anche le valutazioni possono offrire un potenziale di rialzo, sia pur in modo irregolare”, ha osservato Pironti. “In vista di tendenze divergenti dei tassi d’interesse e delle valute, gli hedge fund possono offrire fonti di rendimento decorrelate all’interno di portafogli diversificati. Anche il private equity offre un modo ideale per assumere un’esposizione a trend di crescita di lungo periodo, come la tecnologia e l’aumento della spesa per consumi in Asia, mentre gli investimenti immobiliari possono fornire una copertura contro l’aumento dell’inflazione”.
L’indagine ha rivelato inoltre che quasi la metà (46%) degli investitori – in rialzo dal 32% di sei mesi fa – prevede una sovraperformance delle azioni statunitensi rispetto a quelle di altre regioni globali nei prossimi 12 mesi. Seguono l’Europa (24%), i mercati emergenti (Cina esclusa) (14%) e l’Asia (Cina inclusa) (12%).
 Le azioni statunitensi sono state sostenute dalle aspettative che la nuova amministrazione mantenga l’impegno di incrementare la spesa per infrastrutture, attuare sgravi fiscali e ridurre gli oneri regolamentari. Riteniamo che questo mercato continui a offrire le migliori opportunità di rischio/rendimento”, ha aggiunto Pironti. “Analogamente, l’Europa offre alcune occasioni interessanti, nonostante sia vulnerabile a problemi strutturali e potenziali shock politici derivanti dalle prossime elezioni. Attualmente privilegiamo le azioni tedesche e quelle del Regno Unito, dove l’economia beneficia delle politiche monetarie accomodanti e della debolezza della sterlina”.