Pepp, dopo il Next Generation anche la Bce si impegna per la difesa dell’Eurozona

A cura di Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

La Bce di Christine Lagarde ha deciso di incrementare il piano Pepp (il programma temporaneo di acquisti di titoli per fronteggiare l’emergenza pandemica) di 600 miliardi di euro, portando il totale di acquisti di bond a 1350 miliardi di euro; l’aumento è superiore alle aspettative del consensus (250-500 miliardi di euro). Inoltre la Bce ha deciso di estendere il piano almeno fino a giugno 2021. Le scelte della Banca Centrale Europea sono legate, in linea con il mandato, alla revisione al ribasso delle aspettative di inflazione di medio termine nonostante gli stimoli monetari (nel 2022 da 1,5% a 1,3%). Lagarde, con le modifiche del Pepp, vuole riportare le prospettive sull’inflazione sullo stesso sentiero di crescita che avevano prima dell’arrivo del coronavirus.

Valutazione

Valutiamo molto positivamente la scelta dell’istituto di Francoforte di promuovere un ulteriore impegno ad acquistare titoli di Stato dei Paesi in difficoltà per l’emergenza coronavirus, dando il forte segnale ai mercati che la Bce è pronta a difendere ad ogni costo la stabilità finanziaria dell’Eurozona.

Riteniamo che la misura sia stata decisa formalmente per il cambio di aspettative su inflazione e anche per i problemi di liquidità di molti Paesi, che vedranno i fondi del Next Generation solamente nel 2021. Il prestito ponte promesso dalla Commissione Europea pari a 11,5 miliardi di euro era totalmente insufficiente per soddisfare le richieste di liquidità degli Stati in difficoltà.
Con l’incremento del Pepp la Bce garantisce un controllo sugli spread e diminuisce il costo che dovranno sostenere alcuni Paesi (soprattutto Italia, Spagna e Portogallo) per finanziarsi con l’emissione di bond. Manda inoltre l’indicazione ai mercati di essere pronta a utilizzare tutti gli strumenti possibili per mantenere la stabilità finanziaria. Un atteggiamento ben distante dalle parole di marzo 2020, quando Christine Lagarde aveva annunciato che l’Istituto Centrale non aveva l’obiettivo di chiudere gli spread. Una “gaffe” costata cara ma che è servita per cambiare notevolmente l’atteggiamento del governatore e dell’intero Governing Council. Nella conferenza stampa, Lagarde, ha inoltre ricordato le misure fiscali. Ha confermato l’appoggio alle safety nets (ovvero Mes-Bei-Sure) e ha inoltre fornito un forte endorsement ad Ursula Von der Leyen e al suo Next Generation Plan.

Valutiamo positivamente anche le parole rassicuranti della Lagarde sulla possibilità di inserire anche i junk bond (o i fallen angels bond) negli acquisti del piano Pepp. Il governatore della Bce ha esplicitamente affermato che l’Istituto osserverà la situazione e potrà prendere decisioni appropriate per difendere Eurozona, nel caso di un downgrade da parte dell’agenzia. Anche sulla sentenza della Corte di Karlsruhe Largarde ha ricordato che la Bce è soggetta dalla giurisdizione della Ecj (European Court of Justice), rassicurando che una soluzione sarà trovata nel breve termine.

La reazione dei mercati

La reazione più significata l’abbiamo osservata sul mercato obbligazionario, con un forte calo del rendimento del decennale italiano da 1,60% a 1,45% e dello spread Btp/Bund da 196 a 180 punti base. Da segnalare anche l’apprezzamento dell’euro sul dollaro. Il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1260 da 1,12 prima della decisione.

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