Petrolio debole, tassi di interesse ai minimi e bassa inflazione ancora per lungo tempo

Il prezzo del petrolio resterà basso per un lungo periodo Il team Macro di Exane BNP Paribas non crede che il recente rimbalzo del petrolio sia sostenibile e si aspetta, diversamente dal consensus, che il suo prezzo a fine anno dovrebbe essere circa pari a 60 dollari per barile. In genere, sebbene sia aumentata la capacità di ridurre la produzione di petrolio grazie allo sviluppo della tecnologia sul petrolio di scisto, il processo di ripresa è, infatti, lento. Senza contare che attualmente le scorte di petrolio si attestano quasi ai massimi! Alla luce di tali elementi, i nostri Economisti ritengono che un punto di equilibrio tra domanda ed offerta non sarà raggiunto prima del 2017.

Il contesto di lowflation dovrebbe continuaredopo un probabile picco dell’inflazione headline a metà 2016, il parametro dovrebbe riprendere un trend ribassista causato dall’andamento del petrolio. L’andamento dell’inflazione potrebbe pesare sui consumi in Europa e nei paesi emergenti con basso reddito, cioè in quei paesi in cui la spesa per consumi ha registrato un rialzo. Un trend favorito, soprattutto negli emergenti, dal calo del petrolio e delle altre materie prime.

La “ricerca di rendimento” sarà ancora un tema chiave La “ricerca di rendimento” continuerà ad essere un tema caro agli investitori in un contesto, come quello attuale, in cui il rendimento delle obbligazioni globali sarà basso (ed in alcuni casi negativo). Il team Macro di Exane BNP Paribas si aspetta, infatti, che i tassi a 10 anni USA dovrebbero attestarsi circa al 2% nonostante l’avvio di una politica monetaria restrittiva da parte della Fed (i nostri economisti stimano che la Banca Centrale Americana possa aumentare i tassi a settembre e a dicembre di quest’anno dato che il mercato del lavoro US è robusto e che il mercato immobiliare dovrebbe registrare una notevole crescita). La decisione della Fed darà vita ad un dibattito su un possibile errore dell’Istituto nell’inaugurare una politica di tal tipo in un momento in cui l’indebitamento del paese è ancora elevato. I tassi americani dovrebbero, inoltre, restare sul 2% a causa del verificarsi congiunto di alcuni fattori: · eccesso di risparmio globale, amplificato dal QE della BCE; · tono accomodante delle Banche Centrali dei paesi emergenti a seguito del recente rallentamento economico registrato nell’area; · ulteriori politiche di easing monetario in Giappone dato che il paese potrebbe sperimentare nuovamente una fase di deflazione.

Secondo Exane BNP Paribas, la ricerca di rendimento dovrebbe interessare, in particolare, la zona Euro dato che i titoli sovrani dell’area dovrebbero registrare, a seguito del massiccio quantitative easing della BCE e alla maggiore sostenibilità del debito pubblico, rendimenti negativi o addirittura pari a zero.

L’apprezzamento del dollaro dovrebbe registrare una pausa Dopo aver registrato un apprezzamento ad un ritmo particolarmente sostenuto, che ha pesato sui margini delle società americane nonché sul credito in USD concesso alle società nei paesi emergenti, la corsa del biglietto verde dovrebbe, secondo Exane BNP Paribas, proseguire, nei prossimi 6 mesi, ad un passo più lento a causa dell’incertezza macro e monetaria negli Stati Uniti. Tuttavia, il decoupling monetario tra le due sponde dell’Atlantico porta i nostri economisti ad aspettarsi un ulteriore apprezzamento, seppur di modesta ampiezza, del dollaro nel 2016 (target Exane BNP Paribas EUR/USD a fine 2015 e a fine 206 rispettivamente pari a 1,10 e 1,00).

La zona Euro dovrebbe registrare ulteriori segnali di ripresa Sebbene difficilmente i dati economici saranno superiori alle attuali aspettative del consensus, che sono particolarmente bullish, Exane BNP Paribas ritiene che la zona Euro sarà ancora “the bright spot”. Nonostante ciò, dato che le società sono ormai meno inclini ad investire durante le fasi di recupero, i nostri economisti hanno una posizione prudente sull’andamento degli investimenti societari che potrebbero essere frenati dal deleveraging e dal pricing power.Inoltre, va sottolineato che, a seguito del significativo movimento del cross EURUSD, la crescita dell’Eurozona e degli Stati Uniti sta, dopo tanti anni, finalmente convergendo: si tratta, secondo i nostri Economisti, di una buona notizia! Ciò implica, infatti, che dovrebbe finalmente iniziare a ridursi la capacità produttiva in eccesso nell’Eurozona mentre dovrebbe diminuire il rischio di “overheating” negli Stati Uniti. Inoltre, tale convergenza dovrebbe registrarsi anche a livello micro: la maggiore crescita, il basso prezzo del petrolio e il livello delle retribuzioni indicano, infatti, che i margini societari possono registrare un netto recupero, specialmente in paesi come la Francia e l’Italia che sono in ritardo.

Persisterà l’incertezza politica L’attualità continuerà ad essere dominata dal newsflow politico: situazione in Grecia, con un probabile accordo prima dell’estate, ed elezioni nel Regno Unito e in Spagna. Sebbene le vicende elleniche faranno aumentare la volatilità sui mercati, gli acquisti della BCE dovrebbero, tuttavia, limitare il contagio ad altri paesi.