Petrolio e inflazione, tre diversi scenari

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A cura di Jeremy Lawson, Capo Economista, Standard Life Investments
Lo shock del prezzo globale del petrolio non mostra alcun segno di cedimento. Il prezzo spot del Brent ha raggiunto il suo livello più basso dalla fine del 2003; in termini reali, i prezzi del petrolio sono ora al livello più basso da 14 anni a  questa parte. Il precipitare dei prezzi del petrolio ha smontato le previsioni sull’inflazione. La scorsa settimana, la  previsione media di Bloomberg sull’inflazione dei prezzi al consumo USA era dell’1,5%. Ma questo valore potrebbe  concretizzarsi solo se quest’anno il prezzo del petrolio raggiungerà il livello di 55 dollari al barile, quasi il doppio dei livelli attuali.
Per evidenziare la sensibilità dall’inflazione globale ai prezzi del petrolio, abbiamo elaborato tre diversi scenari per le principali economie del mondo da qui al 2018 (vedi chart 1). Per ogni scenario abbiamo tenuto conto del cambiamento del peso dell’energia nell’indice dei prezzi al consumo, nonché delle implicazioni sui tassi di cambio e sull’inflazione  core. Nel nostro scenario di base, i prezzi del petrolio salgono, in linea con la curva forward, che in media raggiunge i  35 USD al barile nel 2016, 40 nel 2017 e 43 nel 2018. In questo scenario, l’inflazione nei mercati sviluppati  arriverebbe intorno allo 0,6% nel 2016, ben sotto la previsione di 1,3%, prima che gli effetti base e l’aumento dei  prezzi spot spingano l’inflazione verso il 2% nel 2017.
Ci sono rischi minori rispetto alle previsioni sull’inflazione nei BRIC, soprattutto perché i prezzi del carburante sono regolati rigidamente in tutti i mercati e perché le pressioni inflazionistiche causate dai deprezzamenti valutari in  Russia e Brasile sono prossime a ridursi. Nel nostro scenario negativo, assumiamo che i prezzi del petrolio scendano a  20 USD al barile nel 2016 e non rimangano stabili per tutto il periodo considerato. Questo porterebbe l’inflazione dei  mercati sviluppati fino al -0,1% già nel 2016, mentre l’inflazione nei BRIC sarebbe in realtà leggermente più forte  rispetto al nostro scenario di base, in particolare a causa di un ulteriore deprezzamento valutario in Russia.
Nel nostro scenario positivo i prezzi del petrolio raggiungo il prezzo medio di 50 USD al barile quest’anno, 60 il prossimo anno, e 65 nel 2018. Questo è il solo scenario in linea con l’attuale media delle previsioni sulle materie prime, secondo cui l’inflazione nei mercati sviluppati si avvicinerà al consensus nel 2016, prima di raggiungere livelli ancora  più elevati nel 2017. La nostra analisi ha importanti implicazioni per le banche centrali dei mercati sviluppati. A meno  che i prezzi del petrolio non rimbalzino bruscamente, infatti, tutti dovranno abbassare le previsioni di inflazione in  modo significativo. La Fed ritiene che tutto ciò sia per lo più transitorio, anche se la probabilità di quattro rialzi dei  tassi quest’anno sta diminuendo. La BCE e BoJ non possono essere così compiacenti; rafforzando così la nostra  convinzione che siano in arrivo ulteriori allentamenti.
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