Petrolio: Usa, Arabia Saudita e Russia possibile un nuovo accordo

goldman sachs i giudizi buy sui titoli delle aziende attive nel settore del petrolio

“La volatilità dei prezzi del petrolio dovrebbe rimanere elevata questa settimana, poiché Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti proveranno a negoziare un nuovo accordo di produzione”. È questa in sintesi la view degli analisti di Mediobanca sull’oro nero che arriva dopo i buy analizzati da Goldman Sachs

Se da una parte l’oro giallo non smette di crescere, tant’è che rimane – secondo molti – una delle asset class migliori in questo periodo di estrema volatilità e incertezza, il petrolio, o meglio, le sue quotazioni sono andate incontro a un importante crollo. È importante sottolineare – evidenzia Mediobanca – l’incontro “virtuale” “di emergenza Opec+ originariamente previsto per oggi è stato rinviato a giovedì 9 aprile, poiché Russia e Arabia Saudita si sono incolpate per il crollo dei prezzi del petrolio”.

Inoltre, anche se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – come riportano gli analisti dell’istituto di credito – ha respinto l’idea che il governo potrebbe costringere le società statunitensi a ridurre la loro produzione interna, l’Opec rimane fiducioso in quanto attualmente sta tentando di organizzare una riunione dei ministri dell’energia del G20 venerdì”.

Petrolio: possibili nuove tariffe Usa contro l’Arabia Saudita

Anche se la situazione è ancora molto incerta, secondo Mediobanca, “una riduzione del 10% dell’approvvigionamento di petrolio può fornire una vera e propria base. Inoltre, se questo accordo viene esteso alla fine del 2020, potrebbe aiutare a riassorbire parte dell’accumulo di inventari attualmente in fase di creazione”.

Sicuramente, uno dei fattori principali dell’incertezza riguarda l’introduzione di nuove tariffe petrolifere o sanzioni da parte degli Usa contro l’Arabia Saudita. Infatti, come affermano gli analisti di Mediobanca, “l’ultimo pezzo del puzzle che porta a un accordo globale rimane la volontà, o la capacità, del governo degli Usa di ridurre la propria produzione, attraverso un sistema di quote, o chiudendo il Golfo del Messico a causa delle preoccupazioni intorno al diffusione del coronavirus”.

Inoltre, se da una parte, secondo Trump, il taglio della produzione dall’Arabia Saudita e dalla Russia potrebbe essere dell’ordine di 10 milioni di barili al giorno e potrebbe essere esteso a 15 milioni di barili al giorno, dall’altra, come analizza Mediobanca, “visto il recente scontro tra Arabia Saudita e Russia, riteniamo che le possibilità di raggiungere un nuovo accordo di produzione siano notevolmente diminuite”.

“Inoltre – affermano gli analisti dell’istituto – “secondo vari rapporti della stampa, qualsiasi nuova riduzione della produzione attuata dall’Arabia Saudita sarebbe soggetta ad altri importanti produttori di petrolio che aderiranno all’accordo, tra cui Stati Uniti, Canada e Messico, tra gli altri”.

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