Piazza Affari: i possibili scenari nel breve e i titoli in e out

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 31 gennaio 2019

Il Ftse Mib ha superato l’ostacolo a 19.725 punti da lei segnalato la scorsa settimana, ma la rottura non ha portato forti allunghi per ora. Cosa prevede dopo l’evoluzione delle ultime sedute?

Il trend di fondo resta impostato al rialzo, ma per il Ftse Mib a mio parere sarà cruciale la tenuta del supporto statico di breve termine posto a quota 19.500 punti. Se i corsi riusciranno a mantenersi al di sopra di tale livello, l’indice potrà, Wall Street permettendo, tornare a salire e riportarsi nella parte alta del trading range in cui è incastrato dalla seconda metà di gennaio, ossia sui massimi di ieri in area 19.900. Al superamento di questo ostacolo avremo un primo target a 20.175 punti prima e in seguito a 20.320 punti, dove lo scorso 8 ottobre è stato lasciato aperto un gap ribassista. Per contro, l’eventuale cedimento di area 19.500, con conferme in chiusura di sessione, farebbe invertire la rotta, innescando una discesa. Quest’ultima avrà come primo obiettivo i 19.245 punti in prima e successivamente un target a 19.000/18.985 punti.

Bper Banca e Banco BPM ieri sono stati affossati da una pioggia di vendite. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Bper Banca è sceso a testare i minimi da inizio anno, ma a mio avviso si potrebbe assistere ad ulteriori flessioni perchè gli indicatori tecnici non sono ancora in zona di ipervenduto e perchè gli scambi sono decisamente superiori alla media. I nuovi minimi potrebbero condurre verso i 2,75/2,65 euro prima e in seguito al di sotto dei 2,5 euro.
Solo l’eventuale incrocio al rialzo della media mobile a 21 sedute che al momento passa a quota 3,155 euro, potrebbe favorire lo sviluppo di un’inversione rialzista. In tal caso avremo un primo target a 3,45/3,5 euro, ma ritengo che un’evoluzione di questo tipo sia di difficile realizzazione almeno nell’immediato. Per il momento ho una view neutrale su Piazza Affari, rinnovando l’invito a monitorare molto attentamente i livelli di supporto e resistenza del Ftse Mib segnalati prima.

Banco BPM ha generato un deciso segnale ribassista e ha confermato la violazione, avvenuta nei giorni scorsi, del supporto dinamico ascendente di medio termine posto a quota 1,8 euro. Con la discesa di ieri potremmo assistere ad un ritorno in prima battuta a quota 1,6 euro e in seguito a 1,52 euro, minimo segnato nel 2018 a fine ottobre. Per Banco BPM non si può escludere però una sorta di rimbalzo tecnico nel caso in cui si dimostrasse valido il supporto statico posto a quota 1,68 euro. Per un’inversione rialzista il titolo dovrà oltrepassare però quota 1,8 euro, livello oltre il quale avremo un primo obiettivo a 1,95 euro e successivamente a 2,1 euro. Sono più propenso però a credere in un ulteriore ribasso di Banco BPM, vedendo la sua impostazione tecnica. Eventuali operazioni long andranno corredate da uno stop loss da fissare sul supporto statico di breve termine a quota 0,45 euro.

Cosa può dirci di Eni che sta provando ad estendere il rialzo in direzione dei 15 euro?

Eni sta allungando il passo sulla scia del rialzo dei prezzi del petrolio e proprio ieri ha generato un significativo segnale rialzista, con il superamento a quota 14,65 euro della resistenza statica di medio termine. Visto l’incremento degli scambi giornalieri e considerato che gli indicatori tecnici non sono ancora entrati in territorio di ipercomprato, c’è spazio per un ulteriore allungo. Un primo obiettivo per Eni lo possiamo individuare a 15,15 euro e dopo un’eventuale pausa laterale di consolidamento si potrà guardare all’area dei 15,4/15,5 euro. A chi volesse posizionarsi al rialzo sul titolo consigliamo di fissare uno stop loss molto stretto a 14,65 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sto seguendo Sogefi che di recente ha oltrepassato in area 1,65 euro la trendline discendente di medio termine, confermando così lo sviluppo del canale rialzista iniziato nella seconda metà di dicembre. Al rialzo i prossimi obiettivi li individuo in area 2 euro prima e poi a quota 2,2/2,23 euro, mentre lo stop loss di eventuali operazioni long andrà posizionato a 1,65 euro.

Telecom Italia ieri ha messo a segno un bel rally, portando avanti il recupero partito dai minimi storici aggiornati di recente. Qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia ha incrociato al rialzo a quota 0,485 euro la media mobile a 21 sedute e lo ha fatto con scambi in forte crescita rispetto alla media trimestrale. Il titolo resta molto volatile, ma a mio avviso fino a quando i corsi non confermeranno il superamento della trendline discendente di breve termine che al momento transita a quota 0,5 euro, non assisteremo ad un ulteriore allungo dei corsi. La rottura di area 0,5 euro diventa cruciale per la continuazione dell’ascesa e oltre il livello appena segnalato i target sarebbero a 0,53 euro prima e in seguito in area 0,55/0,565 euro.