Pil Usa 2° trimestre: gli analisti stimano ribassi a doppia cifra

Dopo aver a lungo operato modifiche marginali alle previsioni di crescita, lasciandole su livelli irrealistici, le case di investimento hanno cominciato a pubblicare numeri spaventosi (vedi schema). A cominciare da Goldman Sachs che ha dichiarato che nel secondo trimestre il Pil Usa potrebbe crollare del 34%.

In questo scenario Wall Street è tornata ieri a scendere bruscamente. Tra i settori, spiccano per negatività le banche e i titoli industriali.
Non è che i motivi manchino, per essere pessimisti. L’epidemia è in piena espansione negli Usa e le misure di contenimento ben lungi dall’essere ridotte, anzi, aumentano.

A breve poi, inizia l’earning season, e chiaramente se gli utili saranno brutti, le guidance saranno tremende. E non c’è più lo spauracchio del rebalancing.

“Personalmente – afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr – se non nutro molti dubbi che questo bear market darà ancora parecchi dispiaceri, devo ancora convincermi che la fase del “reflexive rebound” sia terminata. Le vendite mi paiono quasi scontate, dopo il fallimento di ieri alla resistenza a 2630, e con il nuovo trimestre davanti. E noto che il Vix è sceso ai minimi dal 3 marzo, nonostante la seduta negativa, mentre oggi, di fronte ad un -4%, non recupera nemmeno quanto perso ieri. Questo potrebbe essere un sintomo di scarsa domanda di hedge. Per cui aspetterei un paio di sedute prima di archiviare definitivamente il ritracciamento e puntare a nuovi minimi”.

Lo scenario in Europa

Nel frattempo gli indici Pmi Europei hanno presentato poche sorprese in sede di revisione dei numeri flash, mentre per quanto riguarda i numeri non noti, Spagna e Italia hanno grossomodo rispettato le attese.

Questi numeri, sui livelli del 2009 in molti casi, non hanno fatto nulla per migliorare il mood sull’azionario e in generale sui risk assets.

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