Pir, ecco la proposta di Assogestioni

Il progetto di Assogestioni è quello di creare dei prodotti alternativi di tipo chiuso che si affianchino agli attuali Pir, ma con soglie di investimento più elevate e differenti vincoli di investimento e con gli stessi incentivi fiscali dei Pir aperti (esenzione fiscale per le somme investite).

La proposta, come fanno notare gli analisti di Equita, sarebbe una misura immediatamente operativa in quanto, come i Pir ordinari, non rientra nella disciplina degli aiuti di Stato e non necessita dell`’pprovazione della CE.

Il Pir alternativo è specializzato in Pmi ma, a differenza del Pir ordinario, si rivolge ad un target di clientela con elevate disponibilità finanziarie che deve essere in grado di sostenere un margine di rischio alto e di rispettare i tempi lunghi propri di un investimento illiquido.

L’idea è di proporre un Pir alternativo di tipo chiuso con una soglia d’investimento di almeno 150mila euro annui fino ad un max di 1.5lmn in 5 anni o anche oltre (rispetto ai 30mila annui e 150mila in 5 anni per i Pir ordinari).

Il contenitore del Pir alternativo può assumere qualunque forma, ma considerato l’oggetto di ivnestimento tipicamente illiquido, meglio di prestano ad essere utilizzati tramite l’utilizzo di veicoli di investimento come gli Elitf, fondi di PE, fondi di PD.

Per quanto riguarda i vincoli d’investmento, Assogestioni propone che i benefici fiscali previsti dalla normativa Pir siano estesi anche ai Pir alternativi che investano almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari emessi da imprese con stabile organizzazione in Italia, diverse da quelle inserite negli indici Ftse Mib e Ftse Mid Cap.

Per quanto riguarda i limiti alla concentrazione degli investimenti in un’unica impresa, l’associazione propone di portarlo al 20% dall’attuale 10% per i Pir ordinari. Secondo MF potrebbero confluire nel decreto Cura Italia bis la detassazione per gli Eltif.

Condizione per la detassazione l’investimento esclusivo in Pmi italiane non quotate o con una market cap max di 500 mln e dotate di un patrimonio non superiore ai 200 mln. Le proposte vanno nella direzione di sostenere l`economia reale, in una fase di forte pressione creata dall`emergenza Covid-19, che impatta maggiormente le Pmi rispetto alle grandi aziende. Le proposte sono inoltre complementari rispetto ai Pir ordinari.

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