Prestiti per insegnanti: i requisiti 2017 per ottenerli

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Il prestito ideale per un insegnante è senza dubbio il prestito erogato direttamente o indirettamente dall’INPS – prima Inpdap generalmente attraverso la formula della cessione del quinto dello stipendio.

Per potervi accedere tre sono i requisiti indispensabili confermati anche per tutto il 2017:

  • Aver versato i contributi almeno per 4 anni nella Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
  • Essere stati nominati docenti di ruolo
  • Quattro anni di anzianità di servizio utile alla pensione

Fondo Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali

E’ un fondo a cui sono obbligatoriamente iscritti tutti i dipendenti pubblici appartenenti alla gestione ex-INPDAP.   E’ stato istituito nel 1996 grazie alla legge 23 dicembre 1996, n. 662 e gestito dall’ex INPDAP – oggi sostituito dall’INPS e ha la funzione principale di erogare una serie di prestazioni creditizie e sociali ai dipendenti pubblici, i quali versano un’apposita contribuzione al Fondo.

Fino ad oggi gli iscritti sono 3.242.568, versano un’aliquota pari allo 0,35% della retribuzione percepita.

Docenti di ruolo e precari: chi può accedere ai prestiti

L’insegnante definito di ruolo si differenzia da quello precario perché dopo diversi anni di nomine annuali firma un contratto a tempo indeterminato. Quindi il docente ha ottenuto una cattedra in una data scuola e non può essere licenziato a meno che non ci sia una diminuzione dei posti e lui abbia la più bassa anzianità di servizio.

Un insegnante precario è invece inserito in una determinata graduatoria e ogni anno si reca alle convocazioni che vengono fatte a livello provinciale e dove vengono assegnati i posti vacanti, seguendo appunto la graduatoria. Firma un contratto fino al 30 giugno, data della fine delle attività scolastiche.  A settembre è di nuovo nella situazione di partenza e in molti casi a causa di tagli o numero di posti ridotti potrebbe anche rimanere senza lavoro – da qui il termine precario, ovvero senza la certezza del posto.

Gli insegnanti in possesso di un  contratto a tempo indeterminato da almeno 4 anni possono accedere a qualsiasi forma di prestito exINPDAP, mentre il precario deve avere un contratto con la durata almeno triennale e il prestito non può comunque eccedere la durata del tempo lavorativo.  Per i precari inoltre l’istituto o l’ente che eroga il prestito si può rivalere sul Tfr versato che funge da ulteriore garanzia contro il rischio insolvenza.

I finanziamenti erogati dall’INPDAP

Gli insegnanti iscritti al Fondo Gestione unitaria possono beneficiare con apposito modulo presentato all’INPS:

  • dell’erogazione del cosiddetto piccolo prestito ovvero di prestiti annuali e biennali fino al doppio della retribuzione contributiva mensile;
  • di prestiti con durata prestabilita in 5 o 10 anni verso cessione del quinto della retribuzione;
  • di mutui ipotecari a tassi agevolati della durata di 10,15,20,25,30 anni con una cifra massima erogabile di 300.000 euro per acquisto prima casa.