Sabaf: M&A per ampliare la gamma e crescita organica per rafforzarsi all’estero

A cura di Market Insight
Il gruppo bresciano si prepara a intraprendere un rinnovato percorso di crescita, con l’obiettivo di raddoppiare il fatturato nell’arco dei prossimi cinque anni attraverso il rafforzamento della propria presenza internazionale e ampliando l’offerta prodotti. Una crescita che beneficerà in buona parte dalla strategia di M&A, con società target ben delineate e che garantiscano la massimizzazione della creazione di valore.
Sabaf, azienda attiva nella produzione di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas, ha archiviato i primi nove mesi del 2018 con risultati leggermente inferiori alle aspettative, complice il rallentamento della domanda dovuto all’incertezza del quadro macroeconomico.
Al 30 settembre i ricavi sono aumentati dell’1,5% a 114 milioni, grazie soprattutto al contributo della neo acquisita Okida che ha compensato l’effetto negativo dei cambi e la flessione dei volumi, riuscendo a mantenere una redditività elevata con un Ebitda margin al 20 per cento.
E l’andamento degli ultimi mesi del 2018 non sembra aver modificato lo scenario di riferimento, consentendo di confermare per l’intero esercizio un fatturato in lieve aumento a 152 milioni con una marginalità che dovrebbe mantenersi sui livelli registrati nei primi nove mesi.
Il tutto in un anno che è stato importante soprattutto per lo sviluppo della strategia e del consolidamento delle relazioni commerciali alla base del percorso di crescita delineato nel piano industriale 2018-2022.
Lo scorso marzo, infatti, Sabaf ha presentato il nuovo business plan fissando l’obiettivo di raddoppiare il fatturato grazie a uno sviluppo sia organico che per linee esterne.
Proprio l’intensificarsi dell’attività di M&A rappresenta il principale punto di svolta della strategia del gruppo rispetto al passato, che ora punta ad ampliare la propria gamma prodotto espandendosi in settori attigui al core business.
Nei prossimi cinque anni, la società prevede quindi di raggiungere il target di 250-300 milioni di fatturato, di cui 180-200 milioni derivanti dalla crescita organica e 70-100 milioni legati ad acquisizioni.
Una crescita sostenuta da un ingente piano di investimenti di oltre 200 milioni, sia per incrementare la capacità produttiva e favorire l’espansione internazionale sia per finanziare lo sviluppo per linee esterne.
Una strategia che avrà inevitabilmente un impatto sul livello di indebitamento, atteso in aumento a 120 milioni nel 2022, mantenendo però un rapporto Net debt/Ebitda inferiore 2x anche grazie alla capacità del gruppo di generare cassa e a una marginalità che dovrebbe confermarsi superiore al 20 per cento.
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