Saipem-Subsea7, un matrimonio piacerebbe al mercato

Saipem sotto i riflettori, per il diffondersi di voci su un interesse da parte del gruppo italiano a valutare una fusione con la concorrente Subsea7. Berenberg commentando la notizia sottolinea come il consolidamento nel settore avrebbe senso: entrambe le aziende affrontano infatti mercati sfidanti e una fusione permetterebbe di tagliare i costi con effetti sulla capacità e potenzialmente migliorando il pricing nel segmento “subsea”.

In attesa di capire se a questi presunti abboccamenti seguirà o meno un’intesa e nel caso quali saranno i benefici per gli azionisti di Saipem, il gruppo ha annunciato ieri nuovi ordini nel segmento Offshore E&C per complessivi 880 milioni di dollari, in particolare uno da Exxon Mobil per l’ulteriore sviluppo del progetto Liza nel blocco Stabroek al largo della Guyana (Saipem realizzerà strutture sottomarine, riser e flowline).

Già nel 2017 e nel 2018 Saipem aveva ricevuto da Exxon Mobil commesse “subsea” per le prime due fasi dello sviluppo del progetto Liza e la notizia viene giudicata positivamente dagli analisti, segnando la ripresa della raccolta ordini nell’Offshore E&C dopo un periodo di stasi. Ad oggi gli analisti fondamentali mantengono un parere nel complesso positivi sul titolo, che gode di ben 16 giudizi positivi, quattro neutri e solo due moderatamente negativi, con un target price medio di 5,6 euro che implica un potenziale rialzista del 25% abbondante rispetto ai 4,45 euro a cui si è riportata stamane Saipem dopo i primi scambi.

Il giudizio degli analisti su Saipem

Per l’anno in corso il consenso si attende un fatturato di poco superiore ai 9 miliardi e un utile di 321 milioni pari a 13 centesimi per azione (che potrebbe consentire il ritorno a un dividendo di 3 centesimi per titolo). Agli attuali livelli Saipem tratta dunque circa mezza volta il fatturato e oltre 33 volte gli utili, a conferma di quanto lavoro resti ancora da compiere sul fronte del recupero della redditività per completare il turnaround dell’ex controllata di Eni.

Graficamente Saipem resta inserita in un trend rialzista di medio termine, oltre che di breve termine, che un’eventuale fusione potrebbe rafforzare ulteriormente, grazie a quotazioni che si mantengono sopra la media mobile lente e che stamane stanno provando a portarsi sopra anche alla media mobile veloce. Una chiusura sui livelli visti in avvio o migliori potrebbe dunque imprimere un’accelerazione al titolo, che anche l’analisi dello stocastico e dell’indice di forza relativa (Rsi), entrambi nella fascia centrale di oscillazione, conferma essere possibile specie se i volumi, scesi nelle ultime sedute, dovessero tornare a crescere a loro volta.

Il titolo per il momento sembra accontentarsi di aver centrato il primo obiettivo del movimento rialzista di brevissimo periodo, individuato tra i 4,35 e i 4,50 euro per azione. Un’estensione del movimento positivo oltre i 4,75 euro proietterebbe Saipem sino in area 5-5,40 (per chi volesse scommettere in questo senso la stop loss potrebbe essere posizionata sui livelli attorno a cui sta oscillando il titolo stamane, di 4,45-4,50 euro).

La performance di Saipem a Piazza Affari negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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