Scauri (Lemanik): appetibilità nei titoli di infrastrutture e componentistica per auto

“Nel contesto attuale, i settori che privilegiamo sono quello farmaceutico, la tecnologia con focus sui pagamenti digitali e i beni di consumo alimentari e non discrezionali. Al tempo stesso, stiamo considerando l’opportunità di investimento in titoli più ciclici, legati agli investimenti in infrastrutture e ai titoli della componentistica per auto, per cavalcare un tema di ripresa dell’economia stimolato da investimenti infrastrutturali, come effetto moltiplicatore di incremento virtuoso di spesa pubblica che ci auspichiamo i governi saranno in grado di mettere sul campo in tempi rapidi”. È l’analisi di Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik.

Dopo la forte caduta degli indici mondiali avvenuta durante il mese di marzo a seguito degli effetti economici della pandemia da Covid-19 e il parziale recupero nel mese di aprile/inizi di maggio, gli indici azionari mondiali si trovano in una sorta di terra di mezzo, con forze che spingono in direzioni opposte. Da un lato abbiamo l’enorme liquidità che le banche centrali e i governi hanno messo in campo come forma di aiuti per le aziende e le persone fisiche, dall’altro l’elevata incertezza circa le prospettive di ripresa economica. A questi elementi si è aggiunta di recente la ripresa della tensione fra Stati Uniti e Cina.

Piazza Affari non è immune da tali dinamiche, con l’ulteriore tema relativo alla forte contrazione del Pil domestico, superiore alla media europea, come conseguenza del tessuto industriale fatto da piccole e medie imprese. In aggiunta, il difficile negoziato con l’Unione Europea circa l’ammontare ed eventuale non rimborsabilità dei recovery fund rappresenta un elemento di valutazione nell’interpretare la tendenza del mercato.

“La nostra idea è che, all’interno del listino di Piazza Affari, mai come ora sarà necessario fare un’attenta attività di stock picking, sia a livello settoriale, sia di singoli nomi, per cavalcare le tendenze con maggiori possibilità di recupero da livelli attuali estremamente depressi”, spiega Scauri.

È evidente che la fine del lockdown ha un peso sul sentiment degli operatori, “ma riteniamo che più di questo aspetto, pur importante, i temi veri siano quelli relativi alla velocità di uscita dalla recessione che, con Pil stimato fra -10% e -12% nel 2020, sarà profonda. I punti chiave saranno la fine del lockdown in tutto il mondo, attualmente prezzato dal mercato per il periodo di giugno/luglio di quest’anno; la velocità della ripresa e il modo in cui tale velocità sarà valutata dagli investitori; lo spostamento dell’attenzione da parte degli investitori sugli utili del 2021. Questo, insieme alla grande quantità di liquidità fornita dalle banche centrali e dai governi, potrebbe indurre gli investitori ad accettare multipli più alti nonostante rendimenti più bassi, ma in vista di una normalizzazione a medio/lungo termine”, aggiunge l’esperto.

Che conclude: “Il contesto attuale sembra estremamente interessante e ricco di opportunità per effettuare un’attenta selezione di titoli basata sull’analisi bottom up. Le posizioni principali sono concentrate su titoli come Enel, Amplifon, Nexi, Fineco, Snam, Terna, Ferrari, Reply o titoli che offrono un giusto mix di temi difensivi, sostenibilità del modello di business in futuro e bilanci con bassa leva. Non puntiamo sui titoli finanziari, in quanto non riteniamo che, nonostante le valutazioni siano otticamente attraenti, vi siano le condizioni per un apprezzamento di valore”.

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