Scenario macro: “fioriranno” nuovi segnali? La view di Anima

Da inizio anno prosegue l’andamento più costruttivo dei mercati, che però potrebbero perdere un po’ di slancio in attesa di indicazioni più convincenti dai fondamentali macro e micro. Il team gestionale di Anima conferma la preferenza per gli asset più rischiosi ma anche un approccio tattico e selettivo, con un rinnovato focus sugli aspetti valutativi.

Il temuto rallentamento economico sta già terminando? Indubbiamente il sentiment sulle attività rischiose si sta mantenendo costruttivo e i mercati azionari globali, grazie al rally di inizio anno, hanno recuperato gran parte delle perdite determinate dalla correzione del 2018.

Due gli aspetti, in particolare, che stanno incoraggiando gli investitori: primo, i toni più concilianti (e la politica monetaria ancora accomodante) delle Banche Centrali; secondo, un’ulteriore attenuazione del rischio geopolitico. Per quanto riguarda il primo punto, dopo il cambio di rotta della Fed, – convinta a concludere l’iter di riduzione del suo bilancio entro quest’anno – numerose autorità monetarie hanno poi deciso di adottare una linea più morbida. La BCE, in particolare, ha annunciato una nuova serie di aste T-Ltro (operazioni di rifinanziamento straordinarie) che saranno condotte a partire da settembre 2019 fino a marzo del 2021 e ognuna avrà la durata di 2 anni.

Obiettivo principale, come ha spiegato lo stesso Governatore Mario Draghi, è di facilitare l’accesso del sistema bancario alla liquidità, a fronte di esigenze di rifinanziamento significative. Sul fronte geopolitico si sono attenuate le tensioni fra Stati Uniti e Cina, in quanto le parti starebbero considerando un accordo commerciale per eliminare i dazi annunciati nel corso del 2018. Senza contare che anche sul fronte della questione Brexit, le nubi si stanno un po’ diradando, dal momento che si stanno avvicinando le posizioni di Unione Europea e Regno Unito, con il capo negoziatore della Ue Barnier apparentemente disposto a fare concessioni in tema di gestione del confine irlandese. In prospettiva, pertanto, questa fase più distesa sui mercati potrebbe proseguire, anche se probabilmente con meno slancio visto il flusso di notizie positive già ampiamente scontato.

Quali quindi i catalyst nel futuro prossimo? All’orizzonte riteniamo che nuova linfa potrebbe arrivare, innanzitutto, dal raggiungimento di un’intesa commerciale tra Stati Uniti e Cina, in quanto potrebbe spingere ulteriormente al rialzo i listini attraverso un’espansione del rapporto prezzo/utili a livello globale; anche se i dettagli relativi alle aree coperte e alle modalità di implementazione condizioneranno la valutazione degli investitori. Tra l’altro resta ancora aperta la partita relativa ai dazi americani sulle auto, questione che potrebbe fortemente penalizzare l’andamento dell’economia dell’Unione Europea.

Ma soprattutto un ruolo chiave nella direzione dei mercati avranno gli sviluppi del quadro macro. Va detto che anche su questo fronte sono arrivati segnali confortanti. La crescita americana, in particolare, se pur in rallentamento, si mantiene ancora solida, mentre le misure espansive implementate dalle autorità cinesi dovrebbero produrre effetti soprattutto nella seconda parte dell’anno. L’area geografica in cui i segnali della ripresa economica sono più incerti e restano criticità è, invece, l’Area Euro. A incidere una serie di fattori: il rallentamento del commercio globale; le difficoltà del settore automobilistico tedesco; la recessione tecnica in atto nell’economia italiana; l’incertezza sul fronte politico. In sintesi, il contesto di riferimento rimane nel complesso costruttivo e giustifica la nostra preferenza per le classi di investimento più rischiose, ma per queste ragioni si conferma un approccio tattico e selettivo, con un rinnovato focus sugli aspetti valutativi.

Mercati obbligazionari e valute

Titoli di Stato italiani sotto i riflettori

Sulle obbligazioni governative core si mantiene un giudizio neutrale in virtù di un contesto ancora incerto e banche centrali accomodanti. Per quanto riguarda la duration viene rinnovata una posizione corta, considerando i livelli dei rendimenti particolarmente compressi. I titoli di Stato italiani restano sotto i riflettori, alla luce delle continue revisioni al ribasso della crescita economica, del consistente flusso di nuove emissioni ma anche in attesa di un’evoluzione del contesto politico. Resta ancora negativo il giudizio sulle obbligazioni societarie, dal momento che l’incertezza sul quadro macro in Area Euro e il flusso di emissioni impongono cautela. Le opportunità potranno essere sfruttate in modo graduale e selettivo. Il giudizio sulle obbligazioni emergenti passa tatticamente da positivo a neutrale, considerando il forte apprezzamento registrato soprattutto dal comparto in valuta forte; il contesto continua comunque ad essere di supporto per questa asset class. Infine, sul fronte delle valute, il giudizio sulla sterlina passa da positivo a neutrale, dopo la buona performance registrata contestualmente alle probabilità più basse a favore di una “hard Brexit”. È stata inoltre rinnovata la neutralità sullo yen, mentre il giudizio sul dollaro rimane strategicamente negativo, anche se nel breve periodo viene mantenuto un approccio tattico. Sono in gioco, infatti, forze opposte: da un lato l’incertezza economica e politica dell’Area Euro supportano la divisa americana, dall’altro la cautela della Fed e la normalizzazione della crescita statunitense spingono per un suo indebolimento . In prospettiva, tra gli argomenti a favore di un apprezzamento dell’Euro, vi è la possibile stabilizzazione della crescita europea, che però molto dipende dall’evoluzione della situazione economica globale.

Mercati azionari

Europa: giudizio ancora tatticamente neutrale

Per quanto riguarda le Borse europee, dopo il rimbalzo da inizio 2019, la view si conferma neutrale, alla luce del rallentamento economico in atto in Area Euro – che sta comportando una crescita degli utili particolarmente bassa – e dei rischi politici all’orizzonte. Per quanto riguarda il posizionamento settoriale, la view è positiva all’interno dei settori ciclici, sui titoli del settore chimico, che crediamo siano in grado di offrire interessanti possibilità di acquisto, soprattutto dopo la forte correzione di fine 2018: le valutazioni di molte società infatti sono appetibili e scontano uno scenario recessivo che, ad oggi, pare poco probabile. Giudizio neutrale sui titoli energetici, oltre che su quelli del settore farmaceutico (healthcare), anche se per entrambi il peso all’interno dei portafogli è stato ridotto. Ancora, visione neutrale per il settore dell’information technology – in quanto le società stanno registrando un trend positivo degli utili, accompagnato da una crescita strutturale – oltre che assicurativo e delle telecomunicazioni.

Italia: il rallentamento è la vera minaccia

Valutazioni basse e i messaggi accomodanti da parte di Fed e BCE hanno giustificato la buona partenza del 2019 anche in un contesto di crescita in rallentamento. Il giudizio però si mantiene neutrale in quanto riteniamo che il mercato guarderà con molta attenzione l’impatto sui conti pubblici di una crescita più bassa delle attese: il Governo italiano per il 2019 aveva previsto, a dicembre, un incremento del Pil nell’ordine dell’1%, quando la Commissione europea ha rivisto le sue stime nell’ordine soltanto dello 0,2%, il Fondo Monetario Internazionale dello 0,6% e ancora, in base agli ultimi dati dell’Ocse, il Pil domestico dovrebbe essere di segno negativo, a quota -0,2%, per poi risalire a +0,5% nel 2020. Si fa quindi sempre più concreto il rischio che si possa ricadere in conflitto con le istituzioni europee, quando si apriranno le discussioni sulle prossime politiche economiche del governo. Pertanto, se si assisterà ad un recupero degli indicatori economici domestici il trend positivo dei mercati potrebbe proseguire, diversamente se il rallentamento dovesse prolungarsi sarebbe difficile mantenere i rialzi finora realizzati. Trasversalmente ai settori preferiamo i titoli ad alto dividendo: in un contesto di tassi che dovrebbero tendere a salire molto gradualmente riteniamo che questo continuerà ad essere un importante driver di performance. Un certo sottopeso esiste nei settori industriale e del lusso, dove troviamo società di ottima qualità ma valutazioni piuttosto piene e fortemente a rischio in caso di inasprimento delle tensioni commerciali.

Usa: la crescita rimane solida

Il giudizio sul mercato azionario americano viene ancora una volta confermato neutrale. Nonostante alcuni dati macro abbiano deluso, il team gestionale di Anima non si attende una recessione negli Stati Uniti, in quanto la fiducia delle imprese nel settore manifatturiero (un indicatore anticipatore del ciclo economico) ha recentemente rimbalzato dopo il forte calo di dicembre. Anche il campanello di allarme suonato sulle vendite al dettaglio, secondo dato peggiore nella storia, potrebbe non essere così preoccupante, ma sembrerebbe riconducibile ad un errore statistico piuttosto che allo shutdown (è riferito, infatti, ad un periodo precedente). Nonostante il rallentamento in atto, la crescita degli utili nel 2019 dovrebbe restare positiva.

Borse emergenti: Cina, mercato chiave

La Cina rimane un fattore chiave per la stabilizzazione della crescita globale grazie alla qualità e quantità di risorse a disposizione a livello fiscale e monetario. Se si estende lo sguardo al resto del mondo emergente, l’inflazione più contenuta in alcuni Paesi, insieme ad una Fed “in pausa”, hanno permesso alle rispettive banche centrali di essere più accomodanti (va segnalato l’inatteso taglio dei tassi in India per sostenere crescita economica ed inflazione). Sono proseguiti flussi positivi sui mercati azionari oltre che sulle valute, con valutazioni divenute più care rispetto a un mese fa. Tuttavia – pur mantenendo una view positiva – anche per questi mercati si ritiene che sia necessario trovare nuovi catalyst, primo fra tutti il raggiungimento di un’intesa commerciale fra Usa e Cina.

Borse Asiatiche: in Giappone valutazioni interessanti

Giappone e Borse Emergenti restano ancora le due aree da privilegiare per il team gestionale di Anima. In particolare, il mercato nipponico presenta valutazioni da recessione a fronte di un’elevata qualità dei bilanci delle società. I titoli ciclici, dopo un mese di dicembre deludente a livello di performance, hanno visto un significativo rimbalzo a partire da gennaio. Il settore delle telecomunicazioni risulta tra i migliori da inizio anno. Inoltre, molte società hanno annunciato operazioni di riacquisto di azioni proprie (buyback), a supporto dei prezzi dei titoli.

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