Secondo semestre, dopo la ripresa iniziale lo scenario si farà più complesso

“Il Covid-19 ha colpito duramente l’economia globale: sia l’offerta che la domanda hanno subito shock di un’entità alla quale abbiamo assistito raramente nell’ultimo secolo. Le misure adottate dalle autorità in termini di salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, nonché il forte sostegno offerto tramite la politica monetaria hanno contribuito ad attenuare le conseguenze della pandemia e ad avviare la ripresa. Ora ci troviamo nel bel mezzo di quella che, secondo molti, sarà una ripresa a forma di ‘U’ e che, dai dati più recenti, sembrerebbe essere un po’ più rapida negli Stati Uniti. Oltre a ciò, la questione è se le autorità siano riuscite a stabilizzare le aspettative di crescita di lungo periodo che determinano molti comportamenti a breve e lungo termine. Eccezion fatta per l’Italia, le iniziative dei governi sembrano funzionare abbastanza bene, offrendo un quadro incoraggiante per il futuro. La conseguenza è stata una ripresa del credito e dei mercati azionari, con l’indice S&P 500 vicino ai massimi storici. Quello che succederà dopo, però, sarà più complesso“. E’ la previsione di Sébastien Galy, Sr. Macro Strategist di Nordea AM.

Che prosegue: “Prevediamo che il momento positivo per i mercati azionari continuerà, sostenuto da un allentamento della politica monetaria molto aggressivo da parte delle banche centrali, da politiche fiscali espansive (incluso un secondo pacchetto negli Stati Uniti) e dal proseguimento della riapertura dell’economia globale seppur con qualche battuta d’arresto temporanea. Un modo per posizionarsi in questo contesto è rappresentato dai fondi con una forte attenzione al tema del clima, che normalmente hanno un’importante esposizione ai titoli growth. Nella fase finale della ripresa, assisteremo probabilmente a una sovraperformance dei titoli growth e di qualità rispetto ai titoli value e ciclici, che sono valutati in modo più affidabile da parametri a breve termine come il rapporto prezzo/utili attesi. Ciò suggerisce un orientamento verso i titoli growth e di qualità; inoltre, tenuto conto della crescente concentrazione del rischio, consigliamo strategie in grado di adattarsi facilmente a diversi regimi di mercato, sia ricorrendo a soluzioni automatizzate che a gestori specializzati nella gestione attiva”.

In futuro, secondo Galy, emergeranno due temi di lungo periodo. “La ripresa dell’economia cinese dovrebbe avvenire prima delle altre, estendendosi al resto dell’Asia nel corso di 1-3 mesi. In questo caso, ci concentriamo su una classe media in crescita e su un settore IT ricco e innovativo che include diverse società, da quelle impegnate nello sviluppo di motori di ricerca ai produttori di microchip. Tale tema può essere sfruttato tramite azioni o obbligazioni dei mercati emergenti. Per quanto riguarda le obbligazioni, gli spread si sono notevolmente ridotti. Vi sono però ancora opportunità idiosincratiche che possono emergere da un’analisi bottom-up ed esistono forti probabilità che la Fed mantenga i rendimenti molto bassi (circa il 40%) nonché apra le porte a tassi di interesse negativi (circa il 60%, anche se non attesi dal mercato). Tale politica della Fed andrebbe a vantaggio delle obbligazioni emergenti in valuta forte e locale nei paesi strettamente legati al dollaro. Le azioni e le obbligazioni dei mercati emergenti restano a nostro parere molto interessanti come investimento a lungo termine”.

Il secondo tema di lungo periodo, ovvero gli investimenti con forte attenzione alle tematiche ambientali, sociali e di governance (Esg), è “destinato a diventare ancora più importante, dal momento che una crisi comporta in genere grandi cambiamenti e un numero maggiore di investitori si sta rendendo conto dell’emergenza climatica. Lo status quo viene sempre più respinto e i conseguenti cambiamenti culturali determineranno i flussi di investimento e i prezzi. Il vantaggio di un investimento Esg è che in genere riduce i rischi di ribasso, in quanto le società di questo settore tendono a essere gestite meglio. E spesso la qualità è sinonimo di performance”.

In conclusione, per il Macro Strategist di Nordea AM “l’ultima fase della ripresa post Covid-19 offrirà opportunità significative nei prossimi due mesi. In seguito è probabile che il contesto diventi più complesso, caratterizzato da soluzioni gestite in maniera attiva e automatizzata e dall’affermarsi della Cina e delle tematiche Esg. Noi ci posizioniamo in base alle nostre prospettive e alla nostra gestione del rischio: due fattori potenzialmente importanti per il futuro”.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà mostrato.


*