Settore auto in (lenta ma certa) ripresa. Le commodity in pole position

Produzione auto

Nonostante il timore di una ripartenza del contagio e di una “seconda ondata” che tiene sulle spine gli operatori, tanto che Goldman Sachs si attende un nuovo storno dei listini USA nell’ordine del 20%, un settore che potrebbe vivere una seconda giovinezza, dopo il congelamento pressochè totale dei mesi passati, è quello dell’automotive. Se non altro perché l’auto oggi rimane il mezzo più adatto a adeguarsi agli stilemi della “social distancing”, sia in ambito lavorativo che vacanziero”. A dirlo è Michael Palatiello, amministratore delegato e strategist di Wings Partners Sim, che di seguito illustra nel dettagliao la propria view.

Settore auto, i segnali di ripresa

I consumi di benzina iniziano a ripartire, sia in India che in Cina, quest’ultima sperimenta oltretutto, dopo 21 mesi consecutivi in contrazione, vendite ad aprile pari a 2,2 milioni di unità (+2,2% su base annua) con i veicoli commerciali che toccano quota 514.000 unità, il livello più elevato nella storia. Segnali di ripresa anche all’altro capo del mondo, con il più grande dealer di automobili, Auto Nation, che indica concreti miglioramenti nelle statistiche di aprile.

Le commodity e il comparto auto

Il mondo dell’auto nell’ambito delle materie prime ha un peso non indifferente, e non parliamo solo dei consumi di benzina, che potrebbero supportare il settore petrolifero in un momento in cui le quotazioni del greggio sembrano essere arrivate ad un punto morto, malgrado la decisione dell’Arabia Saudita di tagliare la produzione di un ulteriore milione di barili/gg portando il totale a 7,49 milioni/gg il livello più basso da 18 anni (nel frattempo segnala già un potenziale ulteriore taglio a 6 milioni di barili mentre anche il Kuwait implementa ulteriori tagli anche se in scala decisamete più ridotta). D’altra parte a pensare male si sbaglia poco, e tutta questa fretta di ridurre al produzione probabilmente implica che di compratori, per questo milione in eccesso, non ce ne siano attualmente…

I metalli non ferrosi hanno un ruolo fondamentale nel settore auto, pensiamo solo al piombo per le batterie (le quotazioni del metallo pesante hanno finalmente dato segnali di ripresa portandosi ai massimi da tre settimane), o allo zinco per la glavanizzazione, e tra questi l’alluminio è sicuramente uno dei principali attori visto il sempre più diffuso utilizzo del metallo leggero nella componentistica automotive. L’alluminio oggi soffre di una evidente sovracapacità produttiva a cui per il momento i produttori non vogliono, o non possono, rispondere con adeguati tagli produttivi, ma chissà che alla fine gli inevitabili tagli dei raffinatori e la contestuale ripresa, forse superiore ad ogni aspettativa, del settore auto, non mettano il vento in poppa al metallo leggero…una scommessa rischiosa, ma d’altra parte a ben guardare l’alluminio è anche l’unico metallo del comparto che non ha ancora reagito dai minimi degli ultimi mesi, se non in modo estremamente marginale.

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