Small cap, titoli poco conosciuti per performance importanti

A cura di Scott Woods, Gestore azionario di Columbia Threadneedle Investments

In un mondo caratterizzato da un continuo flusso di notizie macroeconomiche e geopolitiche, il modo migliore per diversificare gli investimenti sottraendosi al clamore consiste nello sfruttare  il crescente potere  delle future imprese di punta  del pianeta.

Questo è l’obiettivo della nostra strategia Global Smaller Companies che mira a investire nelle aziende che a nostro avviso giocheranno un ruolo importante nelle nostre vite quotidiane fra cinque o dieci anni, o forse di più. Molte di queste imprese sono sconosciute ai più, ma è in quest’ambito che ci proponiamo di generare valore. Grazie a una profonda rete di ricerca globale, siamo in grado di scoprire le aziende con un vantaggio competitivo sostenibile e un ottimo potenziale di ulteriore crescita.

 

PERCHÉ  CONSIDERARE  LA STRATEGIA GLOBAL SMALLER COMPANIES?

Una vasta  gamma di opportunità Il nostro benchmark, l’indice MSCI World Small Cap, contiene quasi 4.400 titoli in cui possiamo investire. Ciò offre ampie opportunità di trovare le prossime eccellenze in vari settori e di generare valore aggiunto per i nostri clienti.

Attingere alla mentalità imprenditoriale Le piccole imprese sono note per i loro modelli di business mirati, per le loro esposizioni pure e per lo spirito imprenditoriale dei loro proprietari o manager. Crediamo che questo permetta ad alcune di loro di generare una crescita più sostenuta rispetto alle società più complesse e consolidate.

Prospettive di crescita La nostra previsione riguardo a una crescita superiore è avvalorata da un’analisi comparativa della performance degli indici MSCI World Large Cap e MSCI World Small Cap (Figura 1). Questa analisi dimostra che negli ultimi due decenni le aziende di minori dimensioni hanno sostanzialmente sovraperformato le loro omologhe large cap con livelli di volatilità più contenuti di quanto  si potrebbe immaginare. In termini di valuta locale, nei 20 anni terminati il 31 dicembre 2018, l’MSCI World Small Cap ha registrato una volatilità annualizzata (16,2%) di poco superiore a quella dell’MSCI World Large Cap (14,8%). Si tratta, a nostro avviso, di un rischio che vale la pena di assumere, visto il rendimento.

COME SFRUTTIAMO QUESTA OPPORTUNITÀ?

Riteniamo che le opportunità offerte dall’universo delle small cap scaturiscano essenzialmente da due fonti: la prima è la vastità; la seconda è la scarsa copertura dal punto di vista analitico e mediatico. Storicamente ciò ha fatto sì che le small cap con le performance migliori e peggiori evidenziassero disparità di rendimento superiori a quelle riscontrabili tra le large cap o le mega cap.

Questo offre una significativa opportunità di generazione di alfa. Nella nostra strategia Global Smaller Companies beneficiamo dell’apporto dei nostri team regionali specializzati in small cap che coprono il Regno Unito, l’Europa e gli Stati Uniti, nonché dei gestori di portafoglio e degli analisti dei nostri team azionari giapponese e asiatico. Interloquiamo inoltre con i 30 membri del nostro team di ricerca centrale basato negli Stati Uniti e con i team Columbia Small Cap Growth e Responsible Investing per ottenere ulteriori informazioni sulle possibilità d’investimento. Il risultato è un portafoglio azionario di 70-90 titoli di società in costante concorrenza per l’accesso ai capitali. Riteniamo che il nostro vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti derivi dalla combinazione di questa vasta rete di ricerca con il nostro approccio d’investimento ripetibile.

 

PERCHÉ IL VANTAGGIO COMPETITIVO PERMETTE ALLE AZIENDE DI AVERE LA MEGLIO

La nostra filosofia d’investimento è incentrata sul concetto di vantaggio competitivo sostenibile e sulla misura in cui viene sottovalutato dal mercato. Gli investitori tipicamente ipotizzano che i rendimenti delle imprese tendano a diminuire progressivamente nel tempo poiché i loro modelli di business raggiungono la maturità o le forze della concorrenza spingono i loro rendimenti verso il costo del capitale o al di sotto di tale livello. Noi sosteniamo che un vantaggio competitivo sostenibile permette alle imprese di continuare a generare rendimenti interessanti per un periodo più lungo di quanto ipotizzato dal mercato. Per cogliere ulteriore valore per gli azionisti è essenziale trovare questo spazio tra rendimenti presunti ed effettivi.

Nell’identificare il vantaggio competitivo consideriamo cinque possibili fonti: vantaggi di costo (qual è il produttore dai costi più bassi?); scala efficiente (ci sono solo una o due aziende dominanti?); costi di transizione (i costi sostenuti per cambiare fornitore); effetti di rete (il valore cresce all’aumentare del numero di utenti?); e attività immateriali (marchi o brevetti che fungono da barriere all’entrata). Riteniamo che queste fonti di vantaggio competitivo (o “economic moat”) permettano di generare rendimenti persistentemente elevati e che si traducano in un potenziale di crescita sostenibile degli utili, due elementi che a nostro avviso caratterizzano un’opportunità di investimento di qualità.

Un’ulteriore fonte di sostegno per la redditività del capitale proviene dalle dinamiche settoriali. Applicando il quadro delle Cinque forze di Porter valutiamo la struttura competitiva del settore in cui opera un’azienda. Il vantaggio competitivo tende ad essere raro nei settori frammentati o esposti all’azione di forze dirompenti. I monopoli naturali, d’altro canto, sono spesso altamente regolamentati. Questo significa che tendiamo a scoprire le fonti di valore più lucrative negli oligopoli, settori consolidati caratterizzati dalla presenza di un numero ridotto di imprese dominanti.

 

CASI CONCRETI

Un esempio di piccola impresa “pure play” di alta qualità è WD-40, un produttore di lubrificanti spray anti-umidità che deteniamo dal 2013. WD-40 è un’azienda con un brand equity eccezionale: altre imprese possono offrire prodotti concorrenti e persino battere WD-40 sul prezzo, ma il consumatore conosce e si fida di WD-40. L’azienda continua a sfruttare la sua posizione dominante sul mercato per incrementare il proprio fatturato con altri prodotti e si sta espandendo con successo in Asia (Figura 2).

Un altro esempio è Cargojet, una compagnia aerea canadese che controlla il 95% della crescente rete di trasporto merci overnight del Canada. Servire l’intero paese comporta notevoli difficoltà logistiche a causa della sua estensione e della dispersione della popolazione, e richiede quindi una flotta grande e costosa e imponenti strutture di assistenza a terra. A causa dei contratti “take or pay” di lunga durata (fino a sette anni) stipulati da Cargojet, qualsiasi nuovo entrante dovrebbe probabilmente sostenere significative perdite pluriennali prima di poter generare un rendimento ragionevole su un investimento iniziale di importo comunque sostanziale. Grazie a queste barriere all’entrata, Cargojet è destinata a mantenere una posizione dominante per molti anni (Figura 3).

L’OPPORTUNITÀ D’INVESTIMENTO

L’universo d’investimento globale delle small cap è vasto e offre in molti casi rendimenti superiori a quelli delle large cap. Investendo in questo universo si coglie l’opportunità di sfruttare le esposizioni pure di aziende operanti in settori di nicchia del mercato, dove beneficiano di un vantaggio competitivo.

Il valore dei “compounder” sostenibili è a nostro parere sottostimato. In molti i casi, l’ipotesi prevalente che i rendimenti delle aziende tendano a diminuire progressivamente fino a raggiungere il costo del capitale sottovaluta la capacità di tenuta delle imprese che godono di vantaggi competitivi duraturi.

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