Sostenibilità dei Paesi Ocse ed Emergenti, la classifica di Degroof Petercam AM

Sostenibilità

Degroof Petercam AM, player del risparmio gestito nato a inizio 2016 dalla fusione di Petercam Institutional AM e Degroof Fund Management e pioniere nel campo degli investimenti SRI, presenta la sua classifica di sostenibilità dei Paesi Ocse ed Emergenti.

Il Vecchio Continente spicca per i risultati complessivi. Nei Paesi Ocse sono europei tutti i primi 15 Paesi in classifica. Guardando ai Paesi Emergenti (dove peraltro il numero di Stati europei è abbastanza contenuto), sei dei primi dieci Paesi sono europei.

“Sulla base di una metodologia proprietaria – ha affermato Ophélie Mortier, Responsabile degli Investmenti Responsabili di Degroof Petercam AM – analizziamo l’impegno di ciascun Stato sovrano nel garantire la piena libertà ai propri cittadini, a investire nel loro sviluppo e benessere personale (istruzione, sanità, ricchezza), a rispettare l’ambiente e ad assolvere alle proprie responsabilità e ai propri impegni internazionali. In questo modo valutiamo il livello di sviluppo sostenibile dei Paesi, cioè il loro impegno a rispondere alle necessità della generazione attuale senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.

Degroof Petercam AM effettua questa analisi di sostenibilità sui 34 Paesi membri dell’Ocse dal 2007 e su 87 nazioni emergenti dal 2013. Aggiornata semestralmente, tale analisi definisce l’universo di investimento dei suoi fondi SRI sul debito governativo dei Paesi Emergenti e degli Stati Ocse: Petercam L Bonds Emerging Markets Sustainable (5 stelle Morningstar e Thierry Larose, uno dei co-gestori del fondo, rating AAA di Citywire) e Petercam L Bonds Government Sustainable (3 stelle Morningstar).

La classifica di sostenibilità – Come funziona

Le classifiche vengono elaborate analizzando oltre 60 indicatori per i paesi OCSE e oltre 30 indicatori per i paesi emergenti e di frontiera, che vengono raggruppati in cinque pilastri:

Trasparenza delle istituzioni e valori democratici; Tutela dell’ambiente; Popolazione, salute e distribuzione della ricchezza; Istruzione, Ricerca & Sviluppo; Economia.

Oltre a questi viene preso in considerazione anche un indicatore di tendenza, che tiene conto dei progressi attuati da ciascun Paese nel tempo in tema di sostenibilità, in modo da “premiare”, contemporaneamente, i Paesi che sono risultati più virtuosi e anche quelli che hanno compiuto ragguardevoli passi avanti.

Paesi Ocse: Danimarca in testa, l’Italia guadagna una posizione rispetto a un anno fa, ma rimane fuori dall’universo di investimento insieme ad altri big come Stati Uniti e Francia

Sul gradino più alto del podio troviamo la Danimarca, seguita da Lussemburgo e Svizzera. La Norvegia, prima un anno fa, è scivolata in quarta posizione appaiata alla Germania (salita di quattro posizioni), mentre la crescita più significativa è stata fatta registrare dall’Estonia, dodicesima, che ha compiuto un salto di ben nove posti, entrando nella prima metà della classifica e, di conseguenza, all’interno dell’universo investibile del fondo Petercam L Bonds Government Sustainable. Al di fuori di esso rimangono importanti emittenti di debito governativo come Italia, Francia e Stati Uniti.

L’Italia occupa la 29a posizione della classifica, in una situazione di sostanziale stabilità. L’Italia si trova nell’ultimo terzile per tutti i criteri presi in analisi, tranne per quello ambientale; si può sperare di vedere un miglioramento dei dati quando le riforme strutturali saranno pienamente attuate.

Più nel dettaglio:

  • Trasparenza e valori democratici. L’Italia è al 26° posto e registra un piccolo cambiamento. L’unica evoluzione degna di nota è un leggero miglioramento nella popolazione carceraria.
  • Popolazione, sistema sanitario e distribuzione della ricchezza. L’Italia è al 26° posto; il reddito nazionale lordo pro capite è diminuito e sono stati registrati punteggi inferiori alla media su molti indicatori come il GINI (relativo alla distribuzione della ricchezza), la soddisfazione di vita, la fertilità e la povertà.
  • Educazione, Ricerca & Sviluppo. L’Italia è al 28° posto. Anche su questo fronte la situazione è abbastanza stabile, con un lieve miglioramento in termini di numero di ricercatori, ma l’Italia rimane nel complesso sotto la media rispetto agli altri Paesi Ocse.
  • Ambiente. In questo ambito l’Italia ricopre una posizione virtuosa, classificandosi al 15° posto. In passato l’analisi di Degroof Petercam AM aveva messo in luce i buoni risultati conseguiti in particolare in materia di emissioni di gas serra e sull’elevata quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.
  • Economia. Poco è cambiato e solo la bilancia delle partite correnti appare in una condizione soddisfacente. Il Belpaese, insomma, non sta migliorando ma è fortemente impegnato nella lunga battaglia per una crescita sostenuta.

Paesi Emergenti: Polonia, Repubblica Ceca e Uruguay nelle prime posizioni. L’Argentina torna sul mercato dei capitali, ma la sostenibilità del Paese preoccupa

L’analisi di sostenibilità applicata ai Paesi Emergenti pone un’enfasi molto forte sui valori democratici, vero fulcro del modello. Questo spiega perché alcuni Paesi, classificati come “non liberi” da qualificate fonti internazionali (quali Freedom House, l’indice di democrazia pubblicato dall’Economist e i dati dell’Human Rights Watch), a prescindere dalla loro posizione in graduatoria, non vengono presi in considerazione nell’universo di investimento, anche alla luce dell’esistenza di una chiara correlazione tra la qualità del quadro istituzionale e il rischio di insolvenza. In coerenza con questa decisione, il fondo Petercam L Bonds Emerging Markets Sustainable non investe in titoli di Stato di Paesi come Russia, Cina, Gabon, Giordania, Qatar, Azerbaigian, Kazakistan, Ruanda, Vietnam, Angola, Etiopia, Congo ed Egitto.

Venendo alla classifica SRI, il podio per i Paesi emergenti è occupato da Polonia, Repubblica Ceca e Uruguay. Di particolare interesse il caso dell’Argentina, di recente tornata sul mercato dei capitali dopo l’accordo raggiunto tra il governo e i fondi detentori del debito, a seguito del default del 2001. Nonostante il boom di domanda delle recenti emissioni e il rinnovato interesse da parte delle società di rating, Degroof Petercam AM sottolinea come continuino a preoccupare, in ogni caso, la mancanza di competitività dell’economia, la scarsa trasparenza del processo democratico, la corruzione diffusa e l’instabilità politica di fondo. Non a caso, l’Argentina ha perso in questi ultimi tre anni ben 17 posti nella classifica di sostenibilità.