S&P 500, imparare dal passato per capire il presente. Lo studio di Ambrosetti Sim

La brusca e profonda discesa del mercato azionario negli ultimi due mesi, in questo studio elebaorato da Ambrosetti AM SIM e rappresentato dall’indice di Borsa statunitense S&P 500, pone delle domande strategiche di primaria importanza.

La sintesi della questione è:

1) compro? 2) vendo? 3) sto a guardare?

In una situazione che ha sorpreso la maggior parte degli investitori professionali dove si viaggia a visibilità ridotta ed esplode l’emotività, la soluzione 3 risulta di norma la più gettonata. Questa soluzione, comprensibile ma non necessariamente condivisibile, costringe poi sovente a rincorrere con grande affanno lo sviluppo della situazione.

Ciò detto, l’impegno di strutture che si occupano di ricerca sistematica unbiased è, ancor più del solito, approfondire lo studio della situazione per verificare se si può ipotizzare uno sviluppo futuro in modo robusto ed oggettivo. Abbiamo in queste settimane prodotto diverse analisi* e, oggi, desideriamo completare il quadro proponendo una forte somiglianza tra il top registrato due mesi fa ed il top di mercato dello Standard&Poor 500 registrato nel 1987.

Dimostreremo, nello specifico, che il ciclo di mercato attuale può essere identificato nella fase rialzista 2009-2020 (che indicheremo di seguito come fase B) e che questa fase è molto simile alla fase rialzista 1974-1987 (di seguito fase A). Per svolgere l’analisi sono stati utilizzati i dati mensili dell’indice S&P500.

Quali sono le evidenze che permettono di ipotizzare una forte somiglianza tra la fase attuale 2009-2020 e la precedente 1974-1987?

Ampiezza assoluta del movimento

Se l’attuale fase B partita con il minimo mensile del febbraio 2009 ed ultimata con il top mensile dell’inizio 2020 ha registrato un apprezzamento complessivo dell’indice pari al 339%, la fase A iniziata con minimo mensile del settembre 1974 ed ultimata con il top mensile dell’estate 1987 ha registrato un apprezzamento complessivo dell’indice pari al 419%: relativamente poco differente.

Il ritmo del movimento

La fase A (1974-1987) ha realizzato una performance media annua pari al 13,59%, l’attuale fase B 14,49%: praticamente identiche. Ancor più nel breve termine, la performance media mensile complessiva della fase A è quasi identica a quella della fase B, 1,07% vs. 1,13%.

La durata del movimento

La fase A si è dispiegata tra minimo iniziale e massimo finale durante 155 mesi, mentre la B ha impiegato 131 mesi: un po’ più breve ma non troppo.

Le caratteristiche del crollo: lo spazio e il tempo

Se dopo il massimo del 1987 (fase A) la discesa, ampia e rapida, si è conclusa due mesi dopo con un minimo distante il -23,7% dal massimo, nel ciclo attuale (B) ai valori odierni la perdita in due mesi dal massimo si è arrestata a -19,9%. Estremamente simili.

La fase ciclica nel momento top

Nel ciclo 1974-1987 (A), il crollo è avvenuto dopo avere cumulato una performance a 120 mesi (10 anni) pari al 240%: nella fase 2009-2020 (B) la performance cumulata pari ampiezza è risultata del 200%. Anche in questo caso cluster di accumulo di performance assimilabili.

Se molti indizi fanno una prova, riassumiamo gli indizi ad oggi disponibili che permettono di ipotizzare che il ciclo attuale B (2009-2020) sia fratello, addirittura, gemello, del ciclo A (1974-1987):

Conclusioni

Crediamo di avere portato un approfondimento oggettivo che permetta di immaginare quale potrebbe essere il futuro. Tuttavia, in fase di preview, un nostro tester ha osservato che sarebbe opportuno mostrare i risultati successivi al top del 1987. Questi dati, naturalmente, non hanno significatività puntuale, tuttavia potrebbe servire per fare delle ipotesi sul futuro del mercato azionario statunitense assunto che la similitudine tra ciclo attuale A e ciclo precedente B trovi conferma nel futuro.

Da questi numeri si evince che, dopo il top del 1987:

  • a sei mesi di distanza il mercato valeva più dei minimi registrati due mesi dopo il top ( -18,8% dal top vs. -23,7%)
  • a dodici mesi di distanza il mercato valeva più dei minimi registrati due mesi dopo il top ( -20,7% dal top vs. -23,7%)
  • a ventiquattro mesi di distanza il mercato valeva più dei massimi registrati nel momento del top (+6.6%)
  • a trentasei mesi di distanza il mercato valeva poco meno dei massimi registrati nel momento del top (-2.2%).

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà mostrato.


*