Wall St, relativa normalità solo con Vix sotto 50 e Put Call Ratio sotto 1,2

volatilita vix

Eugenio Sartorelli, vice presidente e membro del comitato scientifico di Siat e strategist di Investimentivincenti.it, effettua di seguito un’analisi legata al mercato delle opzioni (letto su base quantitativa) strutturate principale mercato azionario mondiale, ovvero l’S&P 500.

Il mercato delle opzioni è un mercato formato da specialisti, i quali si posizionano in funzione di anticipare cosa potranno fare (o non fare) i mercati sottostanti. Inoltre il mercato Usa è quello dove si concentrano i maggiori volumi di opzioni.

Prima vedremo l’andamento della volatilità Implicita sull’S&P500 (dati giornalieri) – ovvero il Vix. Poi vedremo un ulteriore indicatore come il Put/Call ratio.

Vediamo il grafico aggiornato con i dati di chiusura del 16 marzo (dati giornalieri a partire dal gennaio 2018):

Il fatto notevole è stato il forte rialzo del Vix a partire dal 14 febbraio (vedi freccia blu in baso a dx) e per ora non si vede ancora se abbiamo raggiunto un picco massimo. Ieri siamo arrivati ad una chiusura a 82,7 e quindi siamo su livelli visti solo nell’ottobre 2008. In quel frangente la volatilità rimase elevata per quasi 2 mesi. Difficile ipotizzare per quanto possa durare ora.

Una discesa della paura può essere segnata da Vix sotto 50 punti per almeno 3 giorni di seguito. Finché si rimane sopra 50 ogni giorno può sempre essere caratterizzato da forti escursioni, soprattutto al ribasso.

Una ulteriore informazione possiamo averla dal rapporto del volume di Put e Call, il famoso Put/Call ratio. Vediamo il grafico che rappresenta una media mobile esponenziale a otto giorni di questa ratio:

Come vedete dalla figura, anche questo rapporto fa sovente massimi nelle vicinanze di minimi importanti di S&P500, mentre minimi di P/C ratio sono spesso vicino a massimi di mercato. Questo è da considerarsi un indicatore Contrarian proprio come il Vix e va letto congiuntamente ad esso.

La salita decisa di questo indicatore è partita il 18 febbraio (vedi freccia verde in basso). La crescita è stata decisa e l’indicatore è arrivato a livelli (come chiusura giornaliera) sino a 1,8 che sono dei massimi assoluti. Per avere una fase di decisa discesa della paura è importante che si scenda stabilmente alemno sotto 1,2 che è un livello storicamente elevato (come si vede in figura).

Tirando un po’ le somme, gli indicatori quantitativi legati al mercato delle opzioni ci ricordano che l’attuale fase è chiaramente di panico.

Solo discese di Vix sotto 50 e P/C ratio sotto 1,2 direbbero che siamo fuori da questa fase e si rientra in condizioni di “normale” paura. Ciò porterebbe a minori escursioni, soprattutto al ribasso, dell’S&P500 ed a una ricerca di un minimo che faccia da argine ad ulteriori ribassi.

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