T. Rowe Price: "Azionario USA, nel 2015 opportunità per investitori pazienti"

wall street

L’azionario statunitense ha continuato a mostrare una performance positiva, con il migliorato quadro economico e i buoni utili aziendali che si sono riflessi in un rialzo dei prezzi dei titoli. Mentre l’attuale mercato ‘bull’ sta entrando nel settimo anno, la realtà è che i listini sono cresciuti nonostante molte dinamiche avverse, navigando attraverso numerosi eventi geopolitici e macroeconomici globali, che hanno indebolito la fiducia degli investitori. Abbiamo osservato picchi di avversione al rischio, con gli investitori che hanno provato a mettersi al riparo nell’obbligazionario e negli investimenti high yield piuttosto che investire nell’azionario.

La maggior parte del movimento del mercato riflette la netta risalita dei profitti societari dai minimi della recessione. Le imprese sono state in grado di spremere i modelli di business in modo da toccare livelli record di profittabilità, nonostante una ripresa in qualche modo anemica della crescita economica. Durante la recessione, le società statunitensi hanno tagliato i costi in modo aggressivo e incrementato la produttività. Le imprese hanno inoltre beneficiato di prezzi più bassi dell’energia e della bassa crescita dei salari. Questi fattori combinati tra loro hanno aiutato a spingere i margini di profitto a livelli storicamente alti.

Riteniamo che la migliore definizione per le valutazioni attuali sia “ragionevole”, tenendo conto di dove ci troviamo nel ciclo economico, sebbene vorremmo sottolineare che questa opinione ha come presupposto la continua crescita degli utili. Con l’azionario americano che viene scambiato attorno a un rapporto P/E forward di 17x, i giorni di valutazioni estremamente basse sono definitivamente dietro di noi. Tuttavia, paragonato a una media per i P/E di 16,2x e ai massimi di oltre 25x, il mercato non è eccessivamente sopravvalutato.

Il rischio di una crisi per i mercati azionari è ad ogni modo sempre presente, con il peso insostenibile del debito della Grecia e le tensioni politiche ed economiche in Russia che creano veri motivi di preoccupazione. Un importante fattore che sta alla base della nostra previsione è che l’economia statunitense continui a crescere.

Quando la Federal Reserve alzerà i tassi, lo farà probabilmente a un ritmo più misurato al fine di stimare le potenziali ripercussioni attraverso i mercati finanziari e l’impatto sulla crescita. E’ importante ricordare, tuttavia, che quando alla fine i tassi di interesse si normalizzeranno, ciò non sarà necessariamente un male per i prezzi dei titoli. La storia mostra che le valutazioni di mercato di solito salgono di pari passo con i tassi di interesse nominale. Negli ultimi decenni, un rendimento nominale tra il 6% e il 7% per i Treasury a 10 anni sembra essere stato il limite per i multipli P/E, e sebbene quel limite potrebbe essere più basso nell’attuale quadro, rimangono potenziali di crescita.

Come abbiamo osservato nel 2014, il sentiment avrà probabilmente alti e bassi nei prossimi mesi. Pertanto, per investitori pazienti di lungo termine, il 2015 presenterà opportunità di investimento in società attraenti dal punto di vista dei fondamentali nei momenti di picco di volatilità per singoli titoli. La ricerca sui fondamentali, con un approccio bottom-up sarà la chiave per identificare quelle attraenti opportunità di investimento di lungo termine.