Tassi di interesse a un punto di svolta

I tassi di interesse globali vedranno una svolta decisiva nel corso del 2017. E’ quanto risulta dall’ultima ricerca di Etf Securities, uno dei provider indipendenti più importanti al mondo di Exchange Traded Products (ETP). Dopo circa un decennio nel quale i tassi di interesse sono stati mantenuti artificialmente a livelli minimi, le banche centrali potrebbero finalmente adottare un approccio più equilibrato per stabilire la traiettoria dei tassi di interesse, senza farsi condizionare dall’instabilità politica ed economica.

James Butterfill, Head of Research per ETF Securities, afferma: “Dopo un periodo senza precedenti di politica monetaria accomodante, la velocità alla quale ci stiamo avvicinando a questa svolta e l’intensità con la quale le banche centrali possono normalizzare i tassi di interesse dipendono da un insieme di fattori di rischio ormai imminenti. La crescita dei movimenti populisti e il potenziale ribaltamento del trend della globalizzazione potrebbero alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche che a loro volta potrebbero bloccare il ritorno alla “normalità” delle banche centrali. In aggiunta, la Federal Reserve americana si è già dimostrata fin troppo lenta nell’adottare una politica restrittiva e, con un elevato debito pubblico, il ritorno alla “normalità” delle banche centrali sarà molto complesso. Riteniamo che l’esito più probabile sarà un’ulteriore cauta contrazione della politica monetaria da parte delle banche centrali nel 2017 e 2018, che altrimenti rischiano di cadere dietro la curva e di dover effettuare tagli in maniera più aggressiva nelle fasi successive del ciclo”.

Impatto sui cambi

ETF Securities prevede che la Bank of England alzerà i tassi nel 2017, senza però rinunciare agli stimoli per l’economia. Questa decisione rappresenterà un’opportunità per la sterlina inglese, attualmente la moneta più sottovalutata tra quelle dei paesi del G10, dal momento che gli investitori stanno chiudendo le loro posizioni corte.

“Considerati gli evidenti miglioramenti economici e il rialzo delle aspettative sull’inflazione crediamo che la Banca Centrale Europea (ECB) potrebbe porre termine al suo programma di QE entro la fine dell’anno e dovrebbe, rallentando gli stimoli, riportare l’Euro a 1.10 nei prossimi mesi”, aggiunge Butterfill.

ETF Securities non prevede un “taper tantrum” e, a differenza della reazione del mercato degli Stati Uniti nel 2013, ritiene che il mercato azionario europeo potrà trarre vantaggio dalla ripresa economica.

“Le banche centrali dovranno raggiungere un buon equilibrio tra il doppio pericolo di inflazione e recessione. Riteniamo che negli Stati Uniti la Fed dovrà adottare una linea maggiormente hawkish sia nella retorica sia nelle sue decisioni effettive durante il corso dell’anno. Una politica monetaria più restrittiva di quanto il mercato si aspetti potrebbe vedere il dollaro recuperare il terreno che ha perso nel primo semestre entro la fine del 2017,” sottolinea Butterfill.

Fattori di debolezza

ETF Securities ha individuato le compagnie più vulnerabili ai rialzi dei tassi di interesse osservando le società con il debito più alto e pertanto caute nei confronti dei titoli azionari large cap inglesi e alle small cap statunitensi.

“Il Regno Unito ha visto un sostanziale deterioramento nel suo rapporto di copertura degli interessi – una misura della capacità delle compagnie di gestire i loro debiti– sceso da 9x nel 2012 a solo 3.4x oggi. Un valore al di sotto di 1.5x è sintomo di una compagnia malsana che ha problemi a gestire il debito. Il FTSE 100 mostra un rapporto più basso del FTSE 250 e, in questo, i settori immobiliari e delle risorse appaiono particolarmente vulnerabili.

“Negli Stati Uniti, le coperture sugli interessi delle società più piccole sono diverse da quelle delle large cap. I Real Estate Investment Trusts (REITS) sono il gruppo di compagnie incluse nello S&P 500 più chiaramente vulnerabili al rialzo dei tassi di interesse, ma anche il settore del petrolio e quello del gas risultano deboli, soprattutto dopo un anno in cui i prezzi del petrolio sono stati davvero bassi,” ha commentato.

Opportunità

ETF Securities evidenzia che le obbligazioni inflation linked sono attraenti nei periodi di ripresa economica e inflazione. Questi strumenti inoltre hanno performato meglio di tutte le altre asset class negli ultimi 10 anni, per questo motivo si prevede che l’appetito degli investitori crescerà di conseguenza.

“Riteniamo che un insieme di fattori strutturali di segno contrario continuerà ad esercitare pressioni ribassiste sulla crescita e sull’inflazione per il prossimo decennio. Per questa ragione, preferiamo il debito dei mercati emergenti e il credito high yield”, conclude Butterfill.