Telecom Italia torna al dividendo e tenta rimbalzo dai minimi

Per Telecom Italia (Tim) sarà la volta buona? A Piazza Affari il titolo, la cui capitalizzazione è ormai calata sotto gli otto miliardi di euro, apre la giornata in deciso rialzo (+4% attorno ai 38,2 centesimi per azione dopo i primi 50 milioni di pezzi scambiati), dopo il minimo degli ultimi 25 anni toccato ieri a 0,37 euro per azione.

L’ex monopolista telefonico italiano ha presentato i conti del 2019, chiusi con 1,3 miliardi di euro di utili e 23,8 miliardi di euro di indebitamento finanziario netto (in calo di oltre 1,4 miliardi di euro rispetto a fine 2018) a fronte di 18 miliardi di ricavi, e il nuovo Piano Strategico 2020-2022, che conferma le linee guida del precedente migliorando alcuni obiettivi, in particolare di generazione di cassa e di riduzione dell’indebitamento netto.

Grazie ai robusti flussi di cassa registrati l’anno scorso (1,7 miliardi, +198% rispetto ai 578 milioni del 2018), la società ha inoltre deciso di tornare a pagare un dividendo ordinario di 1 centesimo e un dividendo sui titoli di risparmio di 2,75 centesimi. Prosegue inoltre, dopo il via libera dell’Antistrue Ue, l’integrazione delle torri di Inwit e di Vodafone Italia, mentre è stato garantito al fondo KKR Infrastructure un periodo di esclusiva in qualità di partner finanziario per lo sviluppo della rete in fibra in Italia, a seguito della presentazione di una un’offerta non vincolante per l’acquisto di circa il 40% della rete secondaria fibra/rame di Tim anche in vista dell’auspicata integrazione con Open Fiber.

Il giudizio degli analisti su Telecom Italia

Sulla base delle raccomandazioni degli analisti raccolte da Bloomberg al momento sul titolo esistono 26 giudizi, di cui 18 positivi, 5 neutrali e 3 negativi, con un prezzo obiettivo medio a 12 mesi di 0,65 euro per azione che incorpora un potenziale rialzista del 67% circa rispetto alle quotazioni correnti, alle quali il titolo tratta circa 6,4 volte gli utili per azione, con un dividend yield ordinario del 2,6% circa.

Stante la fortissima volatilità dei mercati in queste sedute gli analisti tecnici restano più prudenti e continuano a segnalare il trend fortemente ribassista in cui è inserito Tim sia a brevissimo sia a breve termine. Se le vendite dovessero proseguire, ulteriori supporti sono segnalati sui 35,4 centesimi per azione (obiettivo del trend negativo di brevissimo periodo) e poi a 35 centesimi prima e a 34 centesimi poi. Se viceversa se il flusso di ricoperture proseguisse le prime resistenze sono fissate in giornata sui 40 centesimi prima e a 41 centesimi poi.

L’eventuale raggiungimento dei 47,2 centesimi farebbe poi scattare, nelle prossime sedute, la stop loss della strategia ribassista attualmente ritenuta ancora valida, offrendo un’ulteriore spinta al recupero delle quotazioni. Al momento tuttavia il consiglio operativo resta quello, per chi avesse il titolo in portafoglio, di vendere sulla forza più che di acquistare sulla debolezza salvo operazioni in ottica puramente di trading che potrebbero beneficiare dell’elevata volatilità dei mercati.

L’andamento in Borsa di Telecom Italia negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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