Torna un po' di ottimismo sui mercati finanziari, metalli industriali in ripresa

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Il lento ma costante progresso nella trattativa commerciale tra Usa e Cina sta ripristinando la fiducia sul mercato delle materie prime che determina un rimbalzo rispetto dai minimi di periodo, evitando il crollo come quello del gennaio 2015. Sono molte infatti le similitudini dell’andamento del rame rispetto a quel periodo, con un mercato in fase discendente, che aveva chiuso il precedente dicembre all’insegna dei ribassi, per poi registrare flessioni fino all’8% in una singola sessione partendo proprio dall’attuale area di prezzo di 6.000 dollari per tonnellata.

“Tuttavia – fanno notare gli analisti di Wings Partners Sim –  le dinamiche sembrano differenti in questo momento, con le aspettative che sembrano essere orientate a una ripresa delle quotazioni, benché sia ancora presto per decretare la fine dei rischi di ribasso. Nella ultime sedute il rame si è riporta a contatto con la soglia dei 6.000 dollari, un livello che ha una valenza psicologica oltre che tecnica (transito della media mobile a 21 giorni), il cui superamento potrebbe dare spunti agli speculatori per chiudere le posizioni ribassiste alimentando un circolo virtuoso dei prezzi”.

Discorsi analoghi per il restante comparto, a ridosso dei primi livelli di resistenza di breve periodo, con l’alluminio che si riporta a contatto con la resistenza a 1.880 dollari per tonnellata, mentre le quotazioni del nickel tornano a sondare i massimi di dicembre scorso avvicinando l’area degli 11.300. Il piombo torna ad essere il migliore del comparto dei metalli non ferrosi dopo diverse sedute all’insegna della stabilità riportandosi al di sopra dei 1.990 dollari.