Trade war, che cosa si aspettano ora i mercati

“La fase 1 dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina è finalmente stata firmata e fa sorgere diverse domande: è una panacea già prezzata dai mercati? Ci sarà una Fase 2 così vicina alle elezioni presidenziali americane? Questo accordo non è altro che una tregua momentanea, visti i crescenti danni economici che le tensioni commerciali stavano avendo non solo sugli Stati Uniti e sulla Cina, ma anche sulla crescita economica mondiale?”. E’ quanto si chiede Andrew Lake, Head of Fixed Income di Mirabaud AM.

“Mentre resta ancora da vedere se ci siano differenze tra la versione inglese e quella cinese dell’accordo – spiega Lake – osserviamo come nel testo concordato manchino alcuni temi che erano stati discussi tra le due potenze: la pirateria informatica di società statunitensi ed enti statali; i sussidi per le aziende cinesi a sostegno dell’obiettivo della Cina di affermarsi come principale potenza economica globale nei prossimi decenni. La reazione del mercato è stata piuttosto pacata in quanto l’intesa era già stata prezzata ma il fatto che i dazi rimarranno in vigore fino alla Fase 2 prolunga il clima di incertezza”.

L’esperto di Mirabaud AM osserva che le due parti potrebbero ancora infrangere l’accordo nei prossimi mesi e inoltre non è stata fornita nessuna indicazione chiara sul ritmo con cui procederanno i negoziati della Fase Due. Se ci saranno ritardi e si arriverà a un’intesa solo dopo le elezioni Usa, c’è il rischio reale che – nel caso il presidente Trump dovesse essere rieletto – la posizione degli Stati Uniti diventi molto più aggressiva, dato che il Presidente sarà libero dai vincoli derivanti dalla corsa per un nuovo mandato.

Inoltre, sebbene ci sia un periodo di 90 giorni per correggere eventuali violazioni dell’accordo, dall’altro molto dipenderà dal fatto che la Cina rispetti o meno l’accordo. La maggior parte degli impegni in materia di proprietà intellettuale sono stati affrontati da Pechino prima della firma dell’accordo, quindi non ci sono nuovi temi nel testo. È interessante notare che i cambiamenti introdotti nel sistema legale cinese, uno dei motivi per cui i negoziati si erano interrotti a maggio, non siano stati inclusi nell’intesa.

“L’attenzione del mercato ora passerà alla versione cinese per vedere se ci saranno discrepanze rispetto a quella versione inglese. L’esecuzione dell’accordo e una sequenza temporale che dia inizio a una Fase Due saranno necessarie affinché il rischio di una nuova escalation diminuisca. Il fatto che entrambe le parti desiderino una tregua sembrerebbe indicare che, almeno a breve termine, verrà ripristinato lo status quo, ed è quello che i mercati stanno prezzando”, conclude Lake.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà mostrato.


*