Tre titoli da cui stare alla larga

A cura di Morningstar

Ferrari ha guadagnato in Borsa oltre il 60% e ora è scambiata a prezzi pari a 2 volte il fair value di 71 euro (report aggiornato al 2 agosto 2019).

Le stime degli analisti

“La nostra valutazione si basa sull’ipotesi di una crescita media dei ricavi e dei volumi rispettivamente del 6% e del 4% e un’espansione del margine Ebitda al 35% rispetto al 33% dell’anno scorso. A nostro avviso il mercato sconta in maniera eccessiva le aspettative di un aumento della domanda potenziale di macchine di lusso in seguito alla crescita della popolazione abbiente nei paesi emergenti”, dice Richard Hilgert. “Ferrari ha margini di profitto e stabilità delle vendite tipici dei marchi del lusso e come tale tende ad essere scambiata a valutazioni molto elevate, ma al momento le valutazioni del titolo sono eccessivamente alte”.

Netflix scambiata a un premio del 109%

Il mercato riconosce a Netflix un premio del 109% rispetto al fair value di 135 dollari nonostante negli ultimi tre mesi abbia ceduto oltre il 10% (al 30 ottobre 2019 in dollari).

“Assegniamo all’azienda numero uno negli Usa nella fornitura di video online un Moat medio in virtù di un forte effetto network, prodotto dalla larga base di utenti in tutto il mondo e dell’alto valore dei contenuti offerti (asset intangibili), per i quali i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato”, dice Neil Macker, analista azionario di Morningstar. “Tuttavia ci sono due elementi che ci suggeriscono maggiore cautela sul titolo: l’andamento della crescita degli abbonamenti, che pur mantenendosi positiva sta rallentando, e la necessità per Netflix  di essere competitiva sul fronte dei contenuti che la costringe a mantenere alti i costi e frena l’espansione dei margini di profitto”.

RDY a premio nonostante il taglio del fair value

Negli ultimi tre mesi il titolo Dr Reddy’s Laboratories ha guadagnato oltre il 6% (al 30 ottobre 2019 in dollari) ma gli analisti di Morningstar hanno recentemente tagliato il suo fair value da 35 a 20 dollari per azione (per l’Adr scambiata sul Nyse) a causa delle aspettative per una crescita più lenta nei prossimi anni a causa del ridotto numero di nuovi farmaci in pipeline e della crescente concorrenza nel settore.

“Grazie a importanti acquisizioni negli Usa e in Europa, la casa farmaceutica indiana è riuscita a conquistare velocemente nuove quote del mercato dei farmaci generici toccando nuovi massimi nel fatturato. Mi ci sono dei fattori di rischio che ci fanno rimanere molto cauti sul titolo”, dice l’analista di Morningstar Soo Romanoff. “Rispetto ai leader mondiali dell’industria paga ancora dazio in termini di scala di produzione, capacità di ricerca e ampiezza della rete di distribuzione. Deve anche fronteggiare la maggior competizione in India e Russia e i bassi margini di profitto ricavati sui mercati sviluppati pesano sulle nostre stime della redditività del capitale nei prossimi anni”.

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