Uk, economia a picco: preoccupano i dati sull’occupazione

A cura di Wings Partners Sim

L’occupazione nel Regno Unito è diminuita drasticamente nel periodo tra aprile e giugno, registrando un calo di 220mila unità, come ha riportato l’Ons (Office for National Statistics), secondo il quale è probabile che il numero di dipendenti sui libri paga sia sceso di 730mila unità, se si prende in considerazione anche il mese di marzo. Dati scoraggianti, che evidenziano uno shock economico che rischia solamente di intensificarsi, poiché il sostegno del governo in materia di sussidi verrà gradualmente diminuito, a partire da questo mese.

Tra le prime sette potenze mondiali, la Gran Bretagna ha avuto la maggiore contrazione economica, con un calo del 20,5% della produzione, ciò deve ancora manifestarsi in aumento significativo del tasso di disoccupazione, che è rimasto al 3,9% nei tre mesi fino a giugno, poiché semplicemente più persone hanno smesso di cercare lavoro. Tuttavia, i funzionari del governo britannico sono preoccupati che questo dato possa salire vertiginosamente entro la fine dell’anno. I lavoratori del programma messo in atto per far fronte alla crisi pandemica, che ha contribuito a sostenere 9,6 milioni di posti di lavoro da inizio marzo, sono classificati come ancora occupati, e una volta concluso il programma a ottobre, vi è il rischio di un nuovo aumento del tasso di disoccupazione.

Inoltre, i dati di martedì scorso hanno mostrato che la retribuzione è diminuita dell’1,2% rispetto all’anno precedente nel secondo trimestre e i guadagni, esclusi i bonus, sono diminuiti dello 0,2%. I funzionari della BoE prevedono che la disoccupazione aumenterà circa il 7,5% entro la fine dell’anno, accompagnata da un aumento dell’inattività di circa 400mila persone rispetto al periodo pre-pandemia.

Sui mercati finanziari, il possibile rally di agosto comincia a prendere forma sui listini asiatici, che a eccezione di Shanghai fanno registrare performance positive. Tokyo, dopo la chiusura di lunedì per festività, guadagna l’1,88% con il Nikkei 225 mentre l’Hang Seng di Hong Kong guadagna l’1,5%. Frena, invece, Shanghai (a -0,6%) nonostante il buon dato sulle vendite delle auto in Cina. Per quanto riguarda le commodity, si segnala il forte rialzo del petrolio che scambia a 42,4 dollari al barile, mentre calano le quotazioni dei metalli preziosi, con l’oro che viola il supporto dei 2mila dollari l’oncia e scambia in area 1.985 dollari l’oncia, mentre l’argento si porta in area 28 dollari l’oncia.

Euro/dollaro

Prosegue l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, con i corsi del cambio euro-dollaro che si riportano a ridosso della parte bassa del trading range delle ultime sedute confermando le potenzialità correttive di breve periodo. Maggiori conferme si avranno, tuttavia, dalla perdita del supporto dinamico posto in area 1,1650 e rappresentato dal transito della media mobile a 21 giorni.

A supportare la view correttiva, le chiare divergenze negative tra gli indicatori di momentum e il grafico dei prezzi. Sarà poi la violazione al ribasso di questo livello a favorire flessioni correttive capaci di riportare i corsi verso area 1,1500, ovvero i livelli di massimo registrati a marzo.

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