Un altro semestre all’insegna della debolezza economica. Eur-Usd ancora in trading range

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L’economia mondiale inizia il secondo semestre del 2020 ancora fortemente minacciata dalla pandemia di Coronavirus, che continua a diffondersi rapidamente, particolarmente nel continente americano. Viene così esclusa la possibilità di una rapida ripresa a “V, allontanando le opportunità di un ritorno ai livelli economici pre Covid-19, anche nel corso del 2021.

A differenza delle attese, la crisi scaturita dalle chiusure aziendali imposte dal coronavirus, ha portato le banche centrali e i governi mondiali a varare manovre espansive da trilioni di dollari per sostenere le aziende, e conseguentemente i posti di lavoro. Manovre che, nonostante alcuni indicatori indichino un miglioramento, non sono comunque riuscite ad evitare la peggior crisi economica dalla grande depressione del 2008. Crisi momentaneamente accusata in modo grave dagli Stati Uniti, dove, una volta perse le speranze per un rapido recupero, le numerose perdite dei posti di lavoro rischiano di passare da temporanee a permanenti.

Nel frattempo, comunque, le fabbriche tedesche hanno registrato un rimbalzo della domanda più debole del previsto, nonostante il Paese abbia allentato le restrizioni sulle aziende imposte per contenere la diffusione del coronavirus. Gli ordini relativi al mese di maggio sono infatti aumentati del 10,4%, dopo un crollo di oltre il 37% accumulato durante gli ultimi due mesi. Il Ministero dell’Economia tedesca, a riguardo, ha affermato che i dati hanno rivelato che la recessione tedesca ha superato il periodo di minimo, ma il basso livello di ordini indica che il processo di recupero non sarà completato per molto tempo. Anche i funzionari politici della prima economia europea hanno concordato che l’attività complessiva rimarrà al di sotto dei livelli pre-crisi per ancora molto tempo.

Rimanendo in Europa, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato che la zona Euro affronterà almeno altri due anni di pressioni ribassiste sui prezzi, ma sarà stimolato un passaggio verso una maggiore automazione e verso soluzioni più ecologiche. Nel corso di questi anni in ogni caso, l’istituto centrale dovrà continuare a sviluppare strumenti finanziari che consentano il sostenimento delle economie interne all’UE. Sempre secondo Christine Lagarde, la transazione verso nuovi modelli economici colpirà principalmente l’occupazione e la produzione, per colpire indirettamente anche le dinamiche dell’inflazione.

Il quadro tecnico dell’Euro/Dollaro

Ancora una seduta all’insegna della lateralità per le quotazioni del cambio eur/usd, con i corsi che si confermano tra l’area di supporto rappresentata da 61,8% di ritracciamento di Fibonacci (nonché massimi di inizio aprile e i massimi di periodo) e i massimi di periodo in area 1,1400. La view di breve, tuttavia, rinvia le attese per l’avvio di movimenti direzionali lasciando il mercato in fase laterale con potenziali allunghi verso il limite superiore supportati anche dalla prossimità degli indicatori di momentum all’area di ipervenduto. In un’ottica di medio periodo, invece, le attese restano a favore di ritorni verso area 1,1050 tornando a ridosso del 50% di ritracciamento di Fibonacci nonché in prossimità della media mobile a 100 giorni.

A cura di Wings Partners Sim

 

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