Usa e Italia puntano sul cemento per ripartire, Buzzi Unicem ringrazia

Buzzi Unicem sotto i riflettori a Piazza Affari dove il titolo dopo i primi scambi segna un 7,7% di rialzo dopo aver anche sfiorato il +10% in apertura, oscillando attorno ai 19,3 euro per azione, con quasi un milione di pezzi passati di mano. Sospingono il titolo del gruppo cementifero di Casale Monferrato (3,4 miliardi circa di capitalizzazione in borsa) sia l’annunciato piano infrastrutturale italiano da 200 miliardi di euro in 15 anni, sia quello da ulteriori 1.000 miliardi di dollari che secondo Bloomberg l’amministrazione Trump starebbe pensando di lanciare a supporto della ripresa economica americana.

Entrambi i piani rischiano di restare “libri dei sogni” buoni solo per una campagna elettorale se non ci saranno regole e tempi certi per l’avvio dei lavori (rischio particolarmente elevato in Italia), ma gli analisti per ora sono fiduciosi che entrambi potranno sostenere la domanda di cemento che quest’anno è comunque destinata a soffrire i contraccolpi dei lockdown legati all’emergenza coronavirus.

In Italia in particolare, dove Buzzi Unicem realizza il 16% del proprio giro d’affari, Equita prevede un calo dei volumi del 12% nel 2020 seguito da +10% nel 2021 ma “Italia Veloce”, presentato ieri dal governo italiano, potrebbe secondo gli analisti consentire una più rapida ripresa della domanda e offrire migliorare la situazione finanziaria delle imprese di costruzioni, riducendo il rischio credito.

Negli Usa, da cui Buzzi Unicem deriva ben il 55% del proprio utile operativo (Ebitda) la prima bozza preliminare del nuovo piano potrebbe essere messa in circolazione già entro la prossima settimana e indicare come saranno ripartite le risorse per rinnovare ponti, strade e ferrovie, oltre che per il 5G e la banda ultra larga.

In attesa di avere ulteriori dettagli sui progetti su importi e tempistiche di spesa, gli analisti fondamentali restano da settimane moderatamente rialzisti sul titolo con 8 giudizi positivi, 3 neutrali e 3 negativi a fronte di un target price di consenso di 20,53 euro per azione. Prudenti finora anche gli analisti grafici, che indicavano la permanenza del titolo in un trend neutro-laterale di brevissimo periodo, moderatamente rialzista a breve e medio termine.

Il quadro tecnico di Buzzi Unicem

Con l’accelerazione di stamane il titolo ha superato d’un balzo le resistenze più immediate, individuate a 18,55 e a 18,95 euro per azione, livelli che ora potrebbero fungere da supporto in caso di qualche presa di profitto nel corso della seduta, prima del supporto vero e proprio a 18 euro. Dato che la media mobile più veloce a 7 sedute stava già flettendo e riavvicinandosi pericolosamente a quella più lenta a 14 sedute (la prima essendo alla chiusura di ieri in calo a 18,88 euro, la seconda in salita a 18,86, una chiusura decisamente positiva oggi potrebbe evitare l’uscita al ribasso dal trend laterale e favorire la ripresa del rimbalzo iniziato il 23 marzo quando il titolo aveva toccato il minimo di 13,515 euro in chiusura di giornata.

Prossimi obiettivi in questo caso sarebbero a 20-20,25 euro per azione, dove già Buzzi Unicem aveva interrotto la sua salita a inizio mese. Ancora oltre, se non ci saranno nuove fiammate epidemiologiche negli Usa (dove purtroppo in 21 stati già si segnala un nuovo incremento dei contagi, peraltro prevedibile con l’allentamento del lockdown) e in Italia (dove ormai i due terzi dei nuovi contagi riguardano solo la Lombardia), Buzzi Unicem potrebbe riportarsi nella banda d’oscillazione di 21,5-22,5 euro in cui si era stabilizzato tra l’ottobre dello scorso anno e gli inizi di febbraio.

Da ricordare infine che anche le più piccole WeBuild (1,2 miliardi di capitalizzazione) e Cementir (940 milioni di capitalizzazione), fortemente esposte sia al mercato italiano sia a quello statunitense (la prima in particolare per quanto riguarda il comparto dell’Alta Velocità ferroviaria), dovrebbero essere tra le maggiori beneficiarie dei sopra ricordati piani infrastrutturali.

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