Utility, il M5s torna a chiedere la pubblicizzazione dell’acqua

Il leader del M5s, Luigi Di Maio, sarebbe tornato a chiedere la pubblicizzazione del settore di distribuzione dell’acqua. Lo sottolineano gli analisti di Equita. Il testo del disegno di legge sarebbe fermo da mesi alla commissione Ambiente e dovrebbe essere approvato a gennaio.

Un accordo con il Partito Democratico, che difende l’attuale sistema, non sarebbe semplice da raggiungere su questo tema. Il Sole 24 Ore riporta una ricerca del Ref che parla di un costo per il governo stimabile in circa 15 miliardi fra rimborsi di finanziamenti e indennizzi da pagare ai gestori uscenti.

“Ci pare difficile che possa essere approvata la pubblicizzazione del settore acqua (legge Daga) in questa fase in cui il sistema gestito da Arera sta consentendo una accelerazione degli investimenti (passati da uno a 3 miliardi annui)”, notano ancora da Equita.

Le maggiori esposizioni al water service sono per Acea (45% Ebitda), Hera (25% Ebitda), Iren (22% Ebitda) e solo marginalmente per A2A (5% Ebitda).

L’Ue spinge sui progetti climate friendly

Gli analisti di Equita osservano inoltre che l’Unione europea potrebbe introdurre misure favorevoli sul capitale delle banche che fanno lending a progetti climate friendly. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Ue starebbe infatti lavorando a una revisione normativa che riduca i requirement di capitale sui finanziamenti delle banche a progetti climate friendly (inclusa l’efficienza energetica, i trasporti a emissione zero e gli investimenti green).

La misura sarebbe positiva per il settore elettrico sia rinnovabile che tradizionale:
1. il segmento rinnovabile per maggiore disponibilità di lending a minor costo;
2. il settore elettrico in generale per il tema della maggiore “elettrificazione” dei consumi (tema citato da Enel nella definizione del piano strategico) a discapito delle fonti fossili (ad esempio la mobilità).

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