Verso un nuovo mercato Toro? T. Rove Price: tutto si gioca sulla rapidità della ripresa

L’economia globale si trova invischiata in una recessione mentre continua la corsa allo sviluppo di cure per il Covid-19 e di un vaccino che consenta di tornare a una condizione di normalità. Nonostante l’incertezza di breve termine, i Cio di T. Rowe Price, società di gestione indipendente con oltre 1.100 miliardi di dollari di asset under management, nel Mid-Year Market Outlook 2020 hanno illustrato una view cautamente positiva sul medio periodo, sottolineando però che per i mercati finanziari da qui in avanti dipenderà tutto dalla rapidità con cui le economie sapranno riprendersi.

Un periodo di cambiamenti epocali

Secondo Rob Sharps, Head of Investments and Group Cio di T. Rowe Price, “la domanda chiave ora è se i mercati azionari non siano saliti su livelli ingiustificati. Da un lato ci sono ragioni per essere ottimisti, visto il rallentamento dei contagi in alcuni Paesi, i progressi sanitari, gli stimoli e le riaperture. Tuttavia, c’è ancora molto che non sappiamo sulla traiettoria della pandemia. Certe aree hanno raggiunto valutazioni elevate: tra queste, small- e mid-cap, aziende basate su internet, piattaforme di comunicazione mobile e SaaS. Perciò, potrebbe essere in arrivo una pausa o persino una correzione”.

Uno sviluppo interessante, ha notato Sharps, è l’accelerazione impressa dalla pandemia all’economia digitale. “Da marzo, le persone hanno cambiato drammaticamente il proprio modo di lavorare, socializzare, fare acquisti e passare il tempo libero. Anche chi prima non era a proprio agio con la tecnologia si è trovato a farvi affidamento. Ciò ha ulteriormente rafforzato le grandi piattaforme tecnologiche e altre società dal lato giusto del cambiamento”.

Viceversa, ha proseguito Sharps, “la pandemia ha alimentato l’avversione alla globalizzazione. Le corporation globali dovranno riesaminare le proprie catene di approvvigionamento per diversificare l’esposizione a certi Paesi e fornitori chiave. Gli Stati rivedranno le politiche relative alle forniture di dispositivi medici essenziali, come i respiratori. Infine, il focus crescente sui fattori Esg spingerà le aziende a selezionare i partner con maggiore cautela. Ciononostante, i benefici a lungo termine della globalizzazione restano troppo elevati perché si possa invertire in modo significativo”.

La spinta degli stimoli ai mercati azionari

Nel recupero dei mercati azionari registrato a partire da aprile, gli stimoli fiscali e monetari hanno avuto sicuramente un ruolo importante. Come ha spiegato Justin Thomson, Cio Equity, “gli stimoli adottati a livello globale sono i più ampi mai annunciati e si tratta della risposta più coordinata della storia a livello mondiale. Questo è il principale motivo per cui gli indici azionari sono piatti o in rialzo da inizio anno”.

Secondo i gestori azionari del gruppo, tuttavia, le previsioni per gli utili societari restano torbide, dato che molte aziende hanno eliminato o ridotto le proprie stime. Con l’economia in recessione, la crescita degli utili dovrà affrontare molte sfide nel breve, con un possibile ritorno alla normalità solo nel 2021.

Gli esperti di T. Rowe Price al momento stanno trovando opportunità in particolare nei settori tech, energia ed healthcare e nelle società dell’Asia ex Japan. Nel settore sanitario, l’impatto di lungo termine della pandemia potrebbe vedere gli investitori allocare un maggiore premio sull’innovazione e sulle nuove piattaforme farmaceutiche. Se l’eccessivo carico normativo diminuirà, le valutazioni del comparto potrebbero beneficiarne. Per quanto riguarda l’energia, esiste la possibilità di un rally solido e anticiclico per il greggio e i titoli energetici nei prossimi 12-24 mesi. Tuttavia, l’outlook su un orizzonte più lungo resta meno positivo, dato che i miglioramenti a livello di produttività negli impianti di estrazione negli Usa dovrebbero continuare a rendere gli idrucarburi più facili e meno costosi da estrarre.

Opportunità nel credito high yield e dei mercati emergenti

Nell’universo obbligazionario, i gestori di T. Rowe Price sono focalizzati sulle opportunità nei settori del credito quali high yield e bond dei mercati emergenti. Secondo Mark Vaselkiv, Cio Fixed Income, “stiamo assistendo a una dispersione molto vasta in tutto lo spettro del credito di qualità. Dopo il panico iniziale di marzo, gli spread si sono ristretti nelle industrie più stabili come l’healthcare, ma sono rimasti ampi in quelle più provate, come il retail. Perciò, gli spread aggregati oggi sono meno importanti dell’analisi relativa di valore condotta caso per caso. Alcuni comparti, come linee aeree, navi da crociera ed energia, affrontano una crisi esistenziale e probabilmente subiranno ristrutturazioni finanziarie. Molte altre aree, quali healthcare, alcune società di media, alcuni ristoranti e i supermercati, sono invece ben posizionate per trarre beneficio dai cambiamenti nel comportamento dei consumatori”.

I gestori obbligazionari di T. Rowe Price si aspettano che il tasso di default, che ha toccato i massimi da 10 anni a maggio al 4,8%, possa raggiungere in questo ciclo il picco del 10%. Più della metà del mercato high yield oggi ha un rating BB: non si era mai vista una percentuale così elevata. I fallimenti tra i bond con rating BB storicamente sono molto rari. Esistono alcune opportunità interessanti tra i ‘fallen angels’, cioè i bond che sono stati declassati sotto il livello investment grade.

Nonostante l’incertezza di breve termine, il gruppo ritiene con cauto ottimismo che nel medio periodo potrà innescarsi un nuovo mercato Toro a partire dalle valutazioni azionarie più basse, man mano che il mondo si avvierà verso la stabilizzazione e la normalizzazione delle economie globali.

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