World Energy Outlook, la domanda di greggio toccherà il picco solo nel 2040

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Dal World Energy Outlook, il rapporto annuale pubblicato dall’International Energy Agency (Eia) emerge che, probabilmente, si diffonderà maggiormente l’utilizzo delle fonti rinnovabili ma che, al contempo, continuerà a crescere anche la domanda di petrolio, il cui picco si raggiungerà non prima del 2040. E ciò a dispetto degli accordi di Parigi dello scorso anno, che hanno impegnato gli Stati aderenti in un piano di riduzione della dipendenza energetica dai combustibili fossili per abbassare la temperatura del globo.

Gli scenari più probabili

Nella previsione dell’Eia, diminuirà la richiesta di petrolio legata al traffico automobilistico, grazie soprattutto alla diffusione di veicoli ibridi, ma parallelamente crescerà la domanda per altre attività, per le quali è più complicato sostituire le forni energetiche: a cominciare da traffico merci, aviazione e settore petrolchimico. Una presenza maggiore sul mercato energetico avrà il gas, che si rafforzerà a discapito di greggio e carbone.
Sarà comunque in generale decisivo in ogni caso il ruolo dei governi, che saranno nei prossimi anni ancora una volta chiamati a trovare un equilibrio tra esigenze della produzione e politiche di contrasto all’inquinamento.

Sui numeri del petrolio, l’Eia valuta diversi scenari, e quello più probabile prevede che la domanda di greggio raggiunga quota 103,5 milioni di barili al giorno entro il 2040 contro i 92,5 milioni di barili al giorno del 2015. Ad accelerare la domanda saranno paesi come India e Cina, che scalzerà gli Stati Uniti dal gradino più alto nella classifica dei Paesi consumatori.
Al netto delle complesse dinamiche che legano domanda e offerta, l’Eia valuta che il prezzo del greggio si attestare veso quota 80 dollari al barile nel 2020, per poi continuare a crescere.

Il ruolo dell’Opec

Nel frattempo, l’Opec è destinata a mantenere una politica di controllo dei flussi di produzione tra i suoi membri, al fine di fornire una direzione ai prezzi.
Bisogna d’altra parte attendere almeno sino al 2040, questa è la previsione, perchè l’Opec cominci a rallentare i suoi ritmi produttivi rispetto agli attuali livelli (circa 34 milioni di barili al giorno).

“L’Opec prevede una quota sempre maggiore, che si avvicina al 50 per cento della produzione mondiale entro il 2040 – un livello mai visto dal 1970 – Mentre la produzione non convenzionale salirà più del doppio tra il 2015 e il 2040”, si legge nel rapporto. Il turco Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Eia, nel commentare i risultati del report, ha dichiarato di aspettarsi un periodo di crescente volatilità dei corsi del greggio.

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